Lavora e fa volontariato, ma il sindaco leghista gli nega l’iscrizione all’anagrafe: “Seguo il decreto Salvini”

Lavora come falegname in un’azienda del posto, è molto attivo nel volontariato e sta anche seguendo un corso di lingua italiana.

Ma per il Comune di Ferrara non è una persona come tutte le altre.

E’ la storia di un uomo di 47 anni, proveniente dal Tagikistan, dove è fuggito dalle grinfie dei talebani per cercare di costruirsi una vita migliore.

L’uomo è un richiedente asilo, che ha inizialmente ottenuto un permesso di soggiorno per sei mesi e che ora si vede rifiutare la sua richiesta di iscrizione all’anagrafe.

Un diniego che chiaramente comporta conseguenze molto pesanti per il 47enne, che non può così regolarizzare la sua posizione ottenendo documenti come residenza, carta d’identità e codice fiscale per accedere a tutta una serie di servizi imprescindibili per un essere umano, a cominciare dall’assistenza sanitaria fino alla ricerca di un’abitazione o all’apertura di un conto in banca.

Una decisione che il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri (appena eletto con la Lega, ndr) definisce coerente con le norme contenute all’interno del decreto sicurezza e immigrazione, fortemente voluto dal ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini.

Il primo cittadino dichiara battaglia al 47enne: “Niente residenza anagrafica per i richiedenti asilo: Ferrara applica il decreto Salvini – tuona Fabbri – Ci opporremo in tribunale alla richiesta del richiedente asilo che, supportata dalle questioni di incostituzionalità dell’associazione di giuristi dell’Asgi, non solo non corrisponde ai termini di legge fissati dal Decerto Sicurezza, ma addirittura suona come un tentativo di delegittimare lo stesso e le politiche del governo in materia di immigrazione”.

Una severità che appare fin troppo esagerata, se si considera che il 47enne sembra essere davvero uno straniero modello, almeno stando a quanto riferito dalla cooperativa Matteo 25 che ospita l’uomo proveniente dal Tagikistan.

“E’ senza dubbio un esempio positivo di integrazione – fanno sapere dalla cooperativa –  perché segue un corso di lingua italiana, svolge un tirocinio come falegname in un’azienda del posto e collabora anche ad un progetto scolastico”.

Tuttavia, il 47enne può ancora affidarsi alle tante sentenze pronunciate dai Tribunali di tutta Italia, che stanno andando contro il decreto Salvini ribadendo che il permesso di soggiorno per richiesta di asilo “non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica”, paventando quindi dubbi sulla costituzionalità.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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