Schiaffo alla moglie, marocchino si giustifica che è normale nel suo paese

schiaffo alla moglie marocchino

Violenza domestica, cultura e usi stranieri non la giustificano

Un cittadino marocchino che aveva schiaffeggiato la moglie e si giustificava dicendo che nel suo Paese era lecito è stato duramente condannato al tribunale di Milano

La violenza sulle donne non è mai ammissibile, nemmeno scomodando le usanze del proprio Paese. Adesso lo sa anche un cittadino marocchino che era sotto processo al tribunale di Milano per aver dato uno schiaffo alla moglie.

L’imputato si è difeso ricordando al giudice che in Marocco quella che da noi viene percepita come violenza domestica in realtà non lo è, ma il giudice non gli ha dato retta, emettendo un provvedimento che prevede il suo allontanamento da casa, con conseguente alla Questura e l’ordine perentorio di cessare “ogni condotta violenta o molestia”.

Inoltre l’uomo, che risiedeva in un comune della provincia milanese, dovrà versare ogni mese alla moglie 400 euro per il mantenimento delle due figlie e le potrà vedere per un certo periodo solo uno spazio protetto e in presenza di assistenti sociali.

Come riferisce il quotidiano ‘La Repubblica’, il giudice Giuseppe Buffone ha scritto nella sua sentenza, emessa a fine giugno 2016, che i diritti “non possono essere sottomessi in ragione di logiche culturali o sociali”. Inoltre l’integrazione dei cittadini extracomunitari prevede che i diritti vengano esaltati e non mortificati in ragione di un fattore culturale che non ha nessun motivo d’essere.

La giustificazione del marocchino, secondo il quale quello schiaffo alla moglie in fondo non era nulla e poteva anche essere giustificato, non può essere accettata perché quella che eventualmente rappresenta una consuetudine in altro Paese non può comunque portare alla sua comprensione se si manifesta come una pratica violenta.

E questo non significa calpestare il patrimonio sociale o culturale di un altri popoli, ma semplicemente applicare la legge.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza