Kit falsi per i clandestini irregolari, 21 persone arrestate

bar palpeggia marocchino pachistano

La polizia ligure ha stroncato un traffico di documenti contraffatti che permettevano a migranti irregolari di raggiungere la Gran Bretagna transitando per il nostro Paese

La disperazione e il desiderio di una nuova speranza dei migranti che viaggiano verso l’Italia produce nuovi mercato, come quello dei documenti falsi.

L’ultimo raggiro è stato scoperto dalla Polizia di Genova che ha stroncato un traffico messo in piedi da una banda di falsari italiani e albanesi che aveva messo in piedi un commercio di un vero e proprio ‘kit’ da destinare ai clandestini, formato da documento falsificato, tessera sanitaria e accompagnatori in possesso di regolare documento per facilitare passaggio alle frontiere.

Un pacchetto il cui prezzo andava dai seimila ai diecimila euro, ma che per i migranti poteva significare un passaggio certo verso l’Inghilterra che è certamente una delle loro mete più ambite. I falsari producevano documenti contraffatti ex novo, ma modificavano a piacere anche documenti di tossicodipendenti in particolare della zona di Rapallo che li cedevano alla banda in cambio di dosi di droga e poi correvano a denunciarne la scomparsa per star tranquilli.

L’anomalo aumento di queste denunce negli ultimi tempi ha acceso un campanello negli investigatori che hanno voluto vederci chiaro. E così i poliziotti della Mobile e del Commissariato di Rapallo nei giorni scorsi hanno eseguito ventuno misure cautelari, nove delle quali in carcere e una agli arresti domiciliari, colpendo i principali protagonisti dell’attività di favoreggiamento dell’espatrio clandestino verso la Gran Bretagna di cittadini albanesi che transitavano per l’Italia provvisti di carte di identità falsificate.

Tra gli arrestati anche il 66enne Pietro Giovanni M., comandante genovese che aveva ideato di trasferire i clandestini dalle coste francesi a quelle inglesi con l’uso di uno yacht e procurava carte d’identità italiane modificate con la sostituzione della fotografia, ma anche tessera sanitaria europea e titoli di viaggio.

Il capo di questo raggiro è considerato Salvatore O., 56enne di Rapallo, insieme al figli 25enne, ma in precedenza e indagini, che vanno avanti da gennaio 2015, avevano permesso di individuare anche sette cittadini albanesi in aeroporti e fermate dei bus di linea che servono il Nord Italia e altri tre fra la Francia e la Danimarca.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione