Decreto Sicurezza Immigrazione, diritto d’asilo negato per chi commette reati

Nel testo fatto pervenire al Capo dello Stato non cambia l’articolo sulla sospensione per il riconoscimento della protezione internazionale. Ma non ci saranno aggravi sulle casse statali

Il Decreto Sicurezza, che per molti è già diventato il ‘Decreto Salvini’ è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri ma ora deve passare due scogli non indifferenti, prima con l’esame da pare del Capo dello Stato e successivamente con la votazione alle Camere prima di diventare effettivo.

E così nonostante l’impianto sia ormai solido, cominciano anche le prime limature del testo che consta di 41 articoli, alcuni dei quali fanno già discutere.

Come la norma sul diritto d’asilo che sarà soggetto alla buona condotta del richiedente.

Matteo Salvini in questo è stato molto chiaro, spiegando una volta di più nelle ultime ore che qualora un richiedente asilo commetta un reato verrà a stretto giro convocato dalla Commissione territoriale che provvederà a sospendere procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale e ne determinerà al tempo stesso l’espulsione dal nostro Paese.

Nella serata di oggi, 1° ottobre, proprio su questo punto erano emerse indiscrezioni per un cambio al volo del testo, eliminando la voce della sospensione per il procedimento di riconoscimento della protezione internazionale.

Ma il Viminale si è prontamente affrettato a smentire assicurando che il testo trasmesso alla segreteria del Presidente Mattarella non è stato affatto modificato ed è quello approvato sette giorni da dal Consiglio dei Ministri.

Questo nonostante la parte in questione avesse scatenato le perplessità di diversi costituzionalisti convinti dell’impossibilità di valutare il bisogno di protezione internazionale solo sulla base della buona condotta, in particolare quando si tratta di un procedimento penale e non siamo quindi in presenza di una condanna definitiva.

Al tempo stesso però il Ministero dell’Interno dopo una lunga consultazione con gli uffici legali del Quirinale, di Palazzo Chigi e del Ministero della Giustizia, ha accolto alcune osservazioni fatte dagli esperti del Ministero dell’Economia in modo da essere certi di poter ricevere la ‘bollinatura’ (ossia il visto di conformità e copertura amministrato da parte della Ragioneria di Stato).

In vari articoli del testo infatti si legge che da queste nuove disposizioni in materia di sicurezza e sui migranti non devono nascere nuovi o comunque maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Così ad esempio è scritto nell’articolo 2, quello che prevede il raddoppio della durata massima del trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per il rimpatrio, che con le nuove disposizioni passa da un massimo di 90 a 180 giorni.

Toccherà ora a Sergio Mattarella, che oggi di questo e della manovra finanziaria ha discusso con il Premier Conte, passare al setaccio tutti gli articoli del testo e firmarlo prima della presentazione alle Camere, sempre che non abbia obiezioni da avanzare.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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