Trans brasiliana nel Cie di Brindisi, si mobilita la sinistra italiana

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Adriana, la trans brasiliana nel Cie di Brindisi che rischia grosso in mezzo agli uomini

Da diciassette anni in Italia, ma senza permesso di soggiorno perché senza lavoro, Adriana è una trans eppure è stata messa nel reparto maschile del Cie. Per lei si mobilita la politica

Fino a tre anni fa Adriana, una trans brasiliana trentaquattrenne che dal 2000 vive in Italia, non aveva problemi con il permesso di soggiorno. Poi ha perso definitivamente il lavoro, con esso la possibilità di rimanere nel nostro Paese, e così è stata ‘confinata’ al Cie di Brindisi in attesa della definitiva espulsione, ma lì si trova in una condizione di disagio perché non esistendo una sezione femminile è stata messa in mezzo agli uomini con gravi ripercussioni per la sua quotidianità.

Adriana da più di una settimana ha cominciato lo sciopero della fame per sollecitare il suo trasferimento in un’altra struttura più idonea alla sua condizione e in sua difesa sono ora scese in campo Sinistra Italiana che all’inizio della prossima settimana presenterà un’interrogazione al governo, ma anche il Mit (Movimento identità transessuale).

Perché come ha spiegato il legale del Mit Cathy La Torre, che è anche all’interno della segreteria di Sinistra italiana, ormai è passato un mese da quando la trans brasiliana è stata rinchiusa nel Cie di Brindisi e lei continua ad essere rinchiusa in mezzo a centinaia di uomini con il rischio concreto ogni giorno di subire delle violenze gratuite.

Ecco quindi la richiesta: “Vogliamo che della questione si interessino il ministro della Giustizia e il Dap, perché Adriana passa 23 ore al giorno in cella per proteggersi. Abbiamo scritto al prefetto di Brindisi che ha detto di aver chiesto il suo trasferimento, ma il problema è che al Cie di Brindisi non esiste un reparto femminile”.

Inoltre, come denuncia un articolo del ‘Corriere della sera’ non le viene somministrata nemmeno la terapia ormonale, perché nessuno può prescrivergliela mentre per risolvere la situazione basterebbe una circolare ministeriale. Cathy La Torre, pubblicando su Facebook la foto di Adriana dice di essere pronta anche lei, tra pochi giorni, ad iniziare uno sciopero della fame per solidarietà con la trans.

Una posizione condivisa anche dall’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, che ha rivolto un appello ai ministri dell’Interno e della Giustizia chiedendo quali siano i diritti di una persona trans quando si trova in un luogo di reclusione, quanto conta la sua vita e quanto vale la sua dignità.

Adriana chiede soltanto, ma con forza, di essere trasferita nella sezione femminile e questo è un caso concreto da risolvere.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione