Sprechi alimentari, approvata la legge per cancellarli

spreco alimentare leggespreco alimentare legge

In Senato passa definitivamente il disegno di legge che permette di regolare le eccedenze alimentari a organizzazioni e Onlus per darle ai più bisognosi. E lo stesso si farà con i medicinali

Gli sprechi sulle tavole degli italiani, così come quelli nell’utilizzo dei medicinali, da oggi diventeranno una risorsa. Il merito va al disegno di legge che era già stato approvato dalla Camera a marzo e il 3 agosto è stato approvato definitivamente in Senato con 181 sì, 2 no e 16 astenuti.

La legge nasce da una constatazione e da un’esperienza diretta: la constatazione deriva dai dati della Coldiretti che parlano di un costo per l’Italia pari a 12,5 miliardi di euro ogni anno in sprechi (il 54% dei quali al consumo)

E l’esperienza è quella di Expo Milano 2015, quando è stato varato il ‘Piano SprecoZero’. Come ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, “con questa norma ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi”.

 legge spreco alimentare


legge spreco alimentare

Con il nuovo provvedimento si permette agli operatori del settore alimentare, come Grande Distribuzione Organizzata, esercizi commerciali, ma anche produttori di regalare le eccedenze alimentari a titolo gratuito ad organizzazioni private senza scopo di lucro, come le associazioni, le cooperative sociali e le Onlus.

Questi ultimi dovranno destinarle in primis alle persone indigenti, oppure se le eccedenze non vanno bene per il consumo umano potranno essere utilizzate per gli animali e per altre destinazioni, come il compostaggio. Inoltre è permessa la cessione a titolo gratuito anche delle eccedenze di prodotti agricoli o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano o animale.

Nella legge sono anche considerati i prodotti finiti della panificazione e i derivati dagli impasti di farina prodotti negli impianti di panificazione che non necessitano di condizionamento termico: se invenduti o non somministrati entro le 24 ore successive alla loro produzione, sono considerati eccedenze anche per la Grande Distribuzione e la ristorazione, quindi possono essere donati.

Per incentivare la pratica, agli operatori del settore verranno concesse agevolazioni di carattere fiscale e tributario sull’Iva e la facoltà per il Comune di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti.

Lo stesso principio per legge varrà anche sui medicinali non utilizzati, non scaduti e correttamente conservati. Toccherà ad un decreto del Ministro della salute individuare le modalità della cessione, escludendo comunque i medicinali da conservare in frigorifero, quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e quelli dispensabili solo in strutture ospedaliere.

Approfondimento : dossier senato su legge sprechi alimentari

About the Author

SONIA Paolin

Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza