Regolarizzazione, dati definitivi: 207.542 domande, quasi tutte da colf e badanti. La ministra Bellanova soddisfatta

donne caporalato bus

I dati finali dell’emersione stranieri 2020

Le domande di regolarizzazione pervenute al Ministero dell’Interno sono in tutto 207.542. A comunicarlo è il Viminale, che chiarisce i dati relativi alla misura introdotta nel Decreto Rilancio approvato di recente in Parlamento.

Nella giornata di ieri erano trapelati i numeri che facevano riferimento al 31 luglio, con circa 150.000 domande. Era facile immaginare una crescita nelle ultime due settimane (la scadenza era prevista per il 15 agosto, ndr), come effettivamente si è verificato, con oltre 200.000 domande complessive.

Tuttavia, si tratta pur sempre di cifre lontanissime dall’obiettivo prefissato dal governo giallorosso e soprattutto dalla Ministra per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova, che al momento dell’introduzione della regolarizzazione auspicava circa “600.000 domande di regolarizzazione” che avrebbero permesso una reale emersione dal lavoro nero, specialmente nel settore agricolo.

Invece, come noto, la stragrande maggioranza delle domande è giunta da colf e badanti, e non dai braccianti agricoli, a causa di una serie di problematiche evidenziate anche dall’attivista sindacale Aboubakar Soumahoro: su tutte, il contributo di 500 euro a carico del datore di lavoro per regolarizzare ogni dipendente.

Nonostante tutto, la ministra Bellanova commenta con soddisfazione i dati diffusi dal Viminale.

“Oltre duecentomila persone, uomini e donne, sottratte all’invisibilità e restituite alla dignità e regolarità dei rapporti di lavoro, e circa 13mila cittadini stranieri che, da oggi, potendo contare su un permesso di soggiorno regolare, possono trasformarlo in permesso di lavoro regolare”, afferma la Bellanova all’Adnkronos.

Secondo la ministra si tratta di numeri “importanti”, che testimoniano “la bontà della misura introdotta dal governo, la sua necessità, la giustezza del percorso avviato che adesso dovrà necessariamente proseguire anche con il Piano Triennale contro il caporalato, con la piattaforma che agevola l’incrocio trasparente domanda e offerta di lavoro, e l’offerta integrata di servizi a partire dal trasporto”.

“Il nostro obiettivo è evidente – aggiunge – sottrarre al lavoro nero e al caporalato, che non è solo in agricoltura, persone e braccia. Le migliaia e migliaia di persone che, anche in agricoltura, da oggi, hanno riguadagnato visibilità e dignità, sono una ragione in più per rafforzare il nostro lavoro”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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