Servizio militare in Italia, albanese chiede cittadinanza italiana

La vicenda dell’ Albanese che fece per errore il servizio militare

Una vicenda particolare quella che lega Armado Panariti, di origine albanese, all’Italia e al suo percorso militare. Una storia di errore da parte dello Stato italiano e di un uomo che non si è mai dato per vinto.

Albanese che fece il militare in Italia per errore e ora richiede la cittadinanza

Il Signor Armando Panariti, oggi quarantenne, arrivò, con i suoi genitori, dall’Albania nell’anno 1991, con una delle famose navi stracariche di migranti dell’est e che andavano ad attraccare nel porto più vicino all’Albania ovvero Brindisi.

Si calcolò che la nave con i Panariti a bordo trasportasse molte migliaia di persone.

I Panariti presero residenza in provincia di Taranto, dove il giovane Armando, poco più che bambino, frequentò le scuole dell’obbligo e subito dopo iniziò a lavorare.

Il paradosso arrivò quando, raggiunta l’età e non essendo cittadino Italiano, venne chiamato per il servizio di leva obbligatoria nell’Esercito e oggi chiede la naturalizzazione.

Fece tutto il periodo, che allora era di dodici mesi, a Lecce, Taranto, Viterbo e San Giorgio Ionico.

Solo alla fine della cosiddetta naja, lo stato Italiano si accorse dell’errore e, beffa oltre al danno, venne notificato ad Armando il foglio di via obbligatorio, in quanto non in possesso di regolare lavoro e quindi impossibilitato a richiedere la cittadinanza Italiana.

Ritornato a Tirana, con la famiglia ancora in Italia, e non dandosi affatto per vinto, Armando, assistito da un pool di avvocati fra i quali Raffaele Mascolo e Massimo Santoro ha presentato regolare richiesta di cittadinanza

Non ottenendo nessuna risposta dalle Ambasciate, Distretto Militare, Ministero della Difesa, Prefetture ed infine anche dal Presidente della Repubblica, ha reso noto, sempre attraverso i propri Avvocati, che nei prossimi giorni presenterà un formale ricorso presso il Tribunale Europeo per i diritti dell’uomo.