“Vai in fondo, sei di colore”, episodio di razzismo su un bus

razzismo bus senegalese

Costretto a sedersi in un altro posto solo perchè di colore.

Nell’Italia del (quasi) 2019 avviene un episodio che catapulta indietro nel tempo di almeno mezzo secolo, e fa tornare alla mente una pioniera dei diritti civili come Rosa Parks, che allora decise di non alzarsi dal suo posto sul bus per cederlo ad un bianco.

Stavolta siamo su un mezzo della compagnia Flixbus partito da Trento e diretto a Roma.

L’episodio di aperto razzismo è raccontato su Facebook da una giovane passeggera del bus, una ragazza trentina che è intervenuta in difesa di Mamadou, un ragazzo di 25 anni originario del Senegal.

Mamadou si era seduto a fianco ad una signora di circa 40 anni, una donna italiana. Quest’ultima, quando ha visto che il senegalese si era seduto proprio nel posto di fianco al suo, ha cominciato ad inveire: “No, qui non ti puoi sedere, vai via, vai in fondo”.

Alla richiesta di spiegazioni da parte del 25enne, la donna ha risposto: “Sei di un altro colore e di un’altra religione”.

Il giovane era in possesso di regolare biglietto e si stava recando a Roma per fare visita ad un amico. Quando la donna ha cominciato ad attaccarlo verbalmente, il 25enne è scoppiato in lacrime: “Non faccio nulla di male.

Non sono cattivo. Voglio solo sedermi e riposare perchè sono stanco”, ha detto Mamadou, ma la donna non è tornata sui suoi passi.

A quel punto l’autista del mezzo ha avvisato le forze dell’ordine che hanno provveduto ad identificare la donna che ha pronunciato le frasi razziste.

Nel frattempo, la giovane ragazza trentina che ha raccontato il tutto su Facebook ha teso una mano al giovane senegalese: una sua amica ferrarese che viaggiava con lei è andata a sedersi vicino alla signora, mentre Mamadou ha potuto accomodarsi vicino alla studentessa.

Sul profilo Facebook della giovane qualcuno è arrivato anche a dubitare della veridicità della storia, ma la stessa Flixbus ha condannato quanto accaduto in una nota stampa: “Ci rincresce che un simile episodio si sia verificato a bordo di un nostro autobus – ha fatto sapere la compagnia – come operatori della mobilità, da sempre ci impegniamo a garantire a chiunque la possibilità di viaggiare e ricongiungersi coi propri cari, e così continueremo a fare”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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