Torino, una prima elementare con due classi di soli Stranieri

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Il nuovo anno scolastico ha portato anche alla nascita di due classi in una scuola, torinese composte soltanto da bimbi stranieri. Un primato simbolo di integrazione

Il progetto della scuola totalmente inclusiva anche per i giovani studenti stranieri in Italia esiste e a Torino c’è un esempio unico.

Due classi di prima elementare dell’istituto comprensivo Ilaria Alpi sono composte solo da bambini non italiani.

Una zona molto popolosa del capoluogo (quella di Barriera Milano) e una percentuale di stranieri venuti ad abitare lì altissima. Si spiega anche così questa inversione di tendenza.

La scuola in questione ha dovuto fare di necessità virtù perché la sua sede originaria è stata dichiarata inagibile lo scorso anno.

Così alcuni studenti sono stati spostato in un istituto vicino, la Media Croce, e l’accorpamento delle classi ha portato a far nascere due prime elementari tutte straniere.

Intervistata dall’Ansa, la nuova preside, arrivata dalla Sicilia soltanto il 22 agosto scorso, ha spiegato che per il loro plesso quella è la regola, non un’eccezione.

La presenza di studenti stranieri, nuovi italiani di seconda generazione, infatti raggiunge almeno il 60 per cento degli iscritti e quindi la scelta diventa naturale.

In grande maggioranza si tratta di bambini e ragazzi di origine albanese, rumena, nigeriana, marocchina ma anche moldava.

Alcuni possono anche essere nati in Italia, ma comunque per le leggi attuali non hanno la nostra cittadinanza.

A scuola però nessuna differenza: “Siamo molto attenti alla formazione delle classi – ha spiegato la preside – e per questo abbiamo creato anche una commissione”.

In particolare nelle due prime sono stati inseriti bambini stranieri di seconda generazione che già hanno frequentato la materna nello stesso plesso.

Quindi si conoscono tra loro, conoscono l’ambiente e hanno ricevuto una prima formazione già in scuole italiane.

Non saranno quindi cittadini italiani per la legge, ma lo sono per la scuola e come tali correttamente vanno considerati.

“Le maestre – ha concluso la preside – sono tutte molto competenti e hanno adottato libri di testo con una parte dedicata all’accoglienza”.

Un esempio unico al momento in Italia. Ma non l’unico plesso che fa registrare una grandissima percentuale di studenti stranieri.

La scorsa primavera infatti era emersa la storia della primaria ‘Carlo Pisacane‘ di Roma.

Là è stato registrato il primato europeo di iscritti nati da genitori stranieri, un numero pari all’85%.

Numeri che la scuola conosceva bene ma che sono stati strumentalizzati da parte della politica nazionale per altri fini.

Così in una lettera inviata alla Commissione Scuola della Regione Lazio hanno puntualizzato che pur avendo 140 alunni provenienti da quindici provenienze geografiche diverse non vogliono essere strumentalizzate.

E nemmeno far passare quello come un modello che non funziona.

Non si trattava di una ‘scuola ghetto‘ e soprattutto chi ne parlava pubblicamente in realtà non l’aveva mai visitata.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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