Stop ai negozietti etnici, il diktat di Salvini: “Ritrovo di ubriaconi, chiuderanno alle 21”

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E’ tornato a parlare, Matteo Salvini, e per farlo ha scelto una delle sue modalità preferite, ovvero la diretta Facebook. Stavolta il ministro dell’Interno ha voluto spiegare alcuni passaggi del decreto sicurezza e immigrazione, fortemente voluto proprio dal vicepremier del governo guidato da Giuseppe Conte.

Salvini, che ha parlato “dai tetti di Roma”, ha voluto celebrare i primi 133 giorni del governo gialloverde (sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega) soffermandosi su un aspetto in particolare della misura, che verrà inserito come emendamento. Per Salvini, infatti, i negozietti etnici dovranno chiudere molto prima rispetto agli orari attuali.

Nell’emendamento al decreto, infatti, si chiede la chiusura di quei negozietti etnici “che la sera diventano ritrovo di ubriaconi, spacciatori, casinisti. Sono sicuro che come ce l’ho io vicino a casa, ce l’avete anche voi”, spiega il ministro dell’Interno durante la diretta Facebook.

In quei negozi, a detta del vicepremier, “c’è gente che beve birra, whiskey fino alle tre del mattino”, che “pisciano e cagano”, spesso sui cancelli delle case.

“Non è un’iniziativa contro i negozi stranieri – precisa Salvini – ma una iniziativa per limitare gli abusi e le irregolarità di alcuni negozi – quasi tutti gestiti da cittadini stranieri – che diventano ricettacolo di gente che fa casino”.

Ma non è tutto. Nel corso del suo intervento in diretta Facebook, il responsabile del Viminale si è anche soffermato sul contributo delle società di calcio all’ordine pubblico.

“Ogni domenica migliaia di unità delle forze dell’ordine sono impegnate a gestire l’ordine pubblico e chi paga? Noi – tuona Salvini – Chiederemo alle società di calcio di destinare il 5-10% dell’incasso dei biglietti per la gestione dell’ordine pubblico. Non è giusto che siano gli italiani a pagare”.

Infine, Matteo Salvini ha assicurato che non ci sarà nessun passo indietro in merito alla manovra economica, tantomeno sulla riforma delle pensioni, nonostante i rilievi mossi dal presidente dell’Inps, Tito Boeri.

“Non so se parte il primo gennaio o il primo febbraio, tecnicamente le modifiche alla Fornero non lo fai in un quarto d’ora – ha detto Salvini – A me interessa che il 2019 sia un anno di cambiamento. Non arriverà tutto e subito, non tutti nel 2019 andranno in pensione, troveranno un lavoro, pagheranno meno tasse. Ma si comincerà nel 2019″.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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