Sfruttamento e paga misera a due albanesi, indagato il datore di lavoro

caporalato albanesi

Non solo non erano stati regolarmente assunti, ma erano anche costretti a lavorare per ore in totale sfruttamento con una paga a dir poco inadeguata.

Sono stati i carabinieri di Lecce a scoprire cosa avveniva in un’azienda agricola tra Copertino e Arnesano, ad una ventina di chilometri dal capoluogo salentino. La ditta, specializzata nel pascolo di bestiame ed in particolare di mucche, pecore e capre, aveva scelto due uomini di nazionalità albanese che erano giunti in Italia proprio per svolgere delle mansioni interinali in qualche azienda.

Ma una volta “assunti” dall’azienda, i due lavoratori si sono subito resi conto delle condizioni infernali a cui sarebbero stati sottoposti. Ai due albanesi non è stato fatto alcun contratto, impedendo loro di poter avviare le pratiche per il permesso di soggiorno. Inoltre, i due lavoratori erano costretti a turni di lavoro a dir poco massacranti, molto spesso dalle prime luci dell’alba fino alle 21.

Dulcis in fundo, ai due albanesi veniva corrisposta una paga misera. Uno dei due riusciva a malapena ad inviare i soldi guadagnati alla propria famiglia rimasta in Albania; all’altro lavoratore, invece, la ditta non garantiva nemmeno un euro.

Ma non è tutto, perchè nel corso dell’incidente probatorio di martedì mattina è emerso che la ditta non aveva provveduto nemmeno ad effettuare alcuna visita medica ai due dipendenti, nè tantomeno alcun corso di formazione. Inoltre, ai due lavoratori albanesi non sarebbe stata garantita adeguata sicurezza antinfortunistica.

Per questo motivo la Procura di Lecce ha iscritto nel registro degli indagati il nome di Antonio Savina, titolare dell’azienda agricola.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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