Cosa rischia Carola Reckete? Tra decreto salvini bis e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Salvini e Carola Rackete

Il caso della nave Sea Watch ha di nuovo diviso l’Italia a metà.

Da un lato c’è chi difende a spada tratta la politica di tolleranza zero imposta dal governo Conte e specialmente dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che dal giorno del suo insediamento ha “chiuso i porti” alle navi ONG .

Dall’altra parte, sono in tanti a sostenere l’azione “disubbidiente” della capitana della nave, Carola Rackete, che ha deciso di forzare il blocco per entrare nel porto di Lampedusa e garantire lo sbarco sulle coste italiane ai 42 migranti che si trovano a bordo dell’imbarcazione gestita dall’organizzazione umanitaria.

carola rackete salvini sea watch

Salvini non ha usato giri di parole, e ha ribadito (anche tramite una delle sue dirette Facebook) che la nave sarà sequestrata e la capitana verrà messa agli arresti.

Ma il quadro normativo che fa riferimento a questa vicenda è davvero molto intricato, e di certo non è spiegabile attraverso semplici slogan.

Cosa rischia, quindi, Carola Rackete?

Per capire quali possono essere gli scenari futuri, bisogna attenersi non soltanto al decreto salvini bis entrato in vigore lo scorso 15 giugno, ma anche al codice penale e al codice della navigazione, come spiegato dall’avvocato esperto di diritto dell’immigrazione, al quotidiano “Il Messaggero”.

“Il decreto sicurezza bis – afferma il legale – introduce una sanzione amministrativa per chi forza il blocco disposto a protezione dei confini. Si tratta di una multa che arriva fino a 50mila euro e prevede, in caso di reiterazione del reato, il sequestro della nave”.

Alla capitana della Sea Watch che ha forzato il blocco navale potrebbe essere anche contestata la violazione di due norme del codice della navigazione, ovvero l’articolo 1099 (pena di due anni per chi non obbedisce alle navi da guerra) e l’articolo 1100 (che punisce il comandante o l’ufficiale che oppone resistenza ad una nave da guerra con 10 anni di pena massima): tuttavia, sono entrambi disposizioni applicabili alle imbarcazioni italiane, mentre la Sea Watch è olandese.

Bisogna precisa poi che Carola Reckete non può essere perseguita per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in quanto la nave presta soccorso in mare a persone in pericolo di vita.

“Si può ipotizzare in questi casi secondo me sia la causa di giustificazione dello stato di necessità – aggiunge l’avvocato – che esclude il reato, sia l’adempimento a obblighi derivanti da leggi nazionali e internazionali”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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