Scontro Salvini-toghe, il presidente Corte d’Appello difende il giudice: “Linciaggio morale”

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E’ sempre più scontro tra il Ministero dell’Interno e la magistratura.

Nella giornata di ieri il Viminale ha annunciato, tramite una nota, l’intenzione di “rivolgersi all’Avvocatura dello Stato per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi”, per aver assunto “posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza, accoglienza e difesa dei confini”.

Una presa di posizione che segue le tante critiche mosse dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nei confronti dei giudici che hanno recentemente emesso delle sentenze in merito al decreto sicurezza e immigrazione, fortemente voluto proprio dal leader della Lega e vicepremier del governo Conte.

L’annuncio del Viminale ha fatto sì che sulla questione intervenisse direttamente il presidente della Corte d’appello di Firenze, Margherita Cassano, che ha subito preso le difese della giudice Luciana Breggia.

Per il presidente Cassano, la giudice Breggia si trova “ingiustamente sottoposta a linciaggio morale”, oltre che “esposta per i gravi attacchi subiti a pericolo per la sua incolumità, attesa la risonanza mediatica e l’effetto moltiplicatore della galassia dei social”.

Matteo Salvini ha attaccato frontalmente Rosaria Trizzino, presidente della seconda sezione del Tar della Toscana, Matilde Betti, presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna e Luciana Breggia, magistrato del tribunale di Firenze: quest’ultima viene accusata dal responsabile del Viminale di aver preso parte “alla presentazione di un libro dove era seduta accanto alla portavoce di Mediterranea e al professor Emilio Santoro, che ha bollato in un’intervista l’esecutivo gialloverde come: il governo della paura”.

“Riaffermo il diritto di ogni magistrato in nome della libertà di manifestazione del pensiero costituzionalmente sancita, di partecipare alle iniziative culturali e scientifiche che costituiscono un ineliminabile momento di confronto nella consapevolezza che il pluralismo culturale è il fondamento di ogni Stato democratico”, ha ribadito Margherita Cassano.

Nel frattempo, stando a quanto riferito dal quotidiano “Avvenire”, Matteo Salvini sarebbe indagato anche dalla procura di Palermo per i provvedimenti intrapresi dal ministero dell’Interno in materia di salvataggi in mare e procedure di sbarco.

L’indagine riguarderebbe soprattutto l’ultimo episodio, che ha visto protagonista la nave Sea Watch.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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