Salvini tira dritto: i porti restano chiusi. Ma la Caritas va contro il suo decreto

salvini migranti

Matteo Salvini lo sta confermando anche dai palchi delle tante città dove sta presenziando per sostenere i candidati alle prossime elezioni regionali (in particolare in Abruzzo): la linea del governo sui migranti è chiara, e si va avanti su questa strada.

Il ministro dell’Interno lo ha ribadito anche durante il suo intervento a Mattino 5: i porti italiani sono e resteranno chiusi.

“Noi stiamo lavorando in Africa. In Italia è finito il business dei trafficanti e di chi non scappa dalla guerra”, ha tuonato il vicepremier, che poi si è soffermato anche sull’ultimo salvataggio.

“I migranti – ha spiegato il leader della Lega – si salvano, come ha fatto la guardia costiera libica, e si riportano indietro, così la gente smetterà di pagare gli scafisti per un viaggio che non ha futuro. Più persone partono più persone muoiono”.

Sui porti chiusi, Salvini ha sgombrato il campo da possibili equivoci: per il responsabile del Viminale è lui e solo lui che può dare l’ok all’attracco, pertanto è lui che decide in merito. “Barchini e barconi devono chiedere l’autorizzazione ad attraccare ad un porto italiano – ha affermato Salvini – e quell’autorizzazione la deve dare il ministero dell’Interno, ma quell’autorizzazione il ministro dell’Interno non la firma”.

Il vicepremier del governo Conte è tornato poi ad attaccare la Francia ed in particolare Emmanuel Macron, dopo le tensioni in seguito alle esternazioni di Luigi Di Maio che aveva parlato di “sfruttamento” dell’Africa da parte di Parigi. 

“Non prendo lezioni di umanità e generosità da Macron – ha ribadito Salvini – Il premier francese ha poco da arrabbiarsi perché ha respinto migliaia di migranti, comprese donne e bambini, alla frontiera”.

Nel frattempo, in Italia si allarga il fronte di coloro che si oppongono alle misure previste nel decreto sicurezza e immigrazione, fortemente voluto proprio da Matteo Salvini.

Le Caritas lombarde hanno già fatto sapere che non metteranno sulla strada i circa 500 migranti ospitati nelle loro strutture che perderanno il diritto all’accoglienza.

“Abbiamo deciso che anche chi non ha il diritto a rimanere, verrà comunque accolto dalla Caritas a nostre spese – ha spiegato Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana – E lo faremo anche con i futuri irregolari. È un modo per dichiarare la nostra contrarietà agli effetti del decreto Salvini”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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