Saharah, il boom della app incentiva il cyberbullismo?

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Saharah, il boom della app aumenta il bullismo digitale ?

Con 15 milioni di nuovi utenti, Saharah è la nuova chat fenomeno. Ma dietro ai commenti che possono rimanere anonimi si nascondono i rischi di aumentare gli haters sul web

La app più scaricata nell’estate 2017 ? Non ci sono dubbi, è Sarahah, che nel giro di poche settimana ha già superato quota 15 milioni di download sui cellulari in tutto il mondo. Una parola che in arabo significa “onestà”, ma che dietro ad un intento nobile (oltre che redditizio) potrebbe nascondere forti pericoli di cyberbullismo se non utilizzata in maniera corretta.

In realtà è nata nel 2015, sviluppata dallo sviluppatore saudita Zain al-Abidin Tawfiq come un vero sito internet e doveva servire per far comunicare in maniera più aperta e onesta i dipendenti con i loto datori di lavoro potendo mantenere l’anonimato in caso di critiche e richieste particolari al proprio capo. In due anni non ha avuto molto successo, ma all’inizio di questa estate è arrivata la decisione di trasformarla in una app decretando così anche il suo successo.

In poco tempo infatti si è diffusa a macchia di leopardo soprattutto tra i giovani perché il meccanismo è semplice e anche molto accattivante soprattutto per chi è alla ricerca di una forma anonima di comunicazione.

Sarahah infatti consente di trovare altri utenti nell’elenco dei contatti personali ai quali poter inviare brevi messaggi anonimi. A differenza delle altre chat, chi riceve il messaggio non può replicare in nessun modo, ma nemmeno rintracciare l’identità del mittente.

L’utente che la installa, in pratica, mette a disposizione di tutti i suoi contatti una bacheca virtuale con cui comunicare.

Quindi se l’intento iniziale era quello di favorire la comunicazione, potenzialmente c’è infatti il rischio che questa voglia di segretezza possa favorire il cyberbullismo, permettendo quindi a chiunque di scrivere qualsiasi cosa, anche insulti pesanti e bufale potenzialmente dannose, senza rischiare di essere rintracciato. Altro rischio concreto è quello di creare un rifugio di troll e di creatori di notizie false.

I suoi creatori stanno lavorando anche su questo ma intanto si godono il successo, ampliato dall’interazione con alcuni tra i social più frequentati al mondo: Snapchat infatti ha ideato una funzionalità che permette di linkarsi direttamente e diversi utenti Instagram hanno cominciato ad inserire il profilo Sarahah nella loro biografia, chiedendo poi di inviare messaggi anonimi.

Tawfiq e i tecnici che lavorano per la sua società sono comunque consapevoli dei potenziali rischi che comporta dialogare con Sarahah e hanno dotato la app di filtri che stoppano le parole e le frasi troppo offensive, permettendo anche agli utenti di bloccare i messaggi non graditi. Inoltre un particolare meccanismo può registrare le reazioni degli utenti di fronte ai messaggi che legge.

Diversi esperti del settore comunque sono convinti che passata l’euforia estiva, il fenomeno sia destinato a scoppiare come una bolla.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione