Ricongiungimento familiare, dal Tribunale di Modena una sentenza innovativa

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Ricongiungimento familiare, nuova giurisprudenza

Il Tribunale di Modena ha concesso il ricongiungimento tra una 22enne albanese e il marito nonostante questi sia disoccupato. E la Lega Nord protesta temendo un’invasione

Una sentenza del Tribunale di Modena che ha emesso parere favorevole per il ricongiungimento di una 22enne albanese con il marito che ha richiesto il visto, ma attualmente disoccupato riaccende il dibattito sulla materia.

I giudici infatti hanno dato il via libera, nonostante ci fosse parere negativo da parte della Questura modenese, alla ricomposizione della famiglia giustificandolo con il fatto che anche se il marito è senza lavoro la sua famiglia ha una possibilità certa di mantenere la coppia in attesa che almeno il marito trovi un’occupazione.

Una sentenza fortemente contestata dalla Lega Nord che teme un’invasione totale, come ha ipotizzato da subito il governatore della Lombardia, Roberto Maroni.

E il senatore Roberto Calderoli, che oltre a ricoprire la carica di Vice Presidente del Senato è anche Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega ha commentato allarmato: “Un precedente pericoloso e inquietante perché smantella uno dei nostri pilastri per arginare l’immigrazione ovvero il requisito, per ottenere un permesso di soggiorno, di avere un lavoro e la possibilità di mantenersi nel nostro territorio: adesso cosa potrebbe succedere?”.

Anche Calderoli teme che così ragionando possano essere decine di migliaia i ricongiungimenti richiesti dagli immigrati, con il rischio che poi una volta in Italia non abbiano effettivamente i mezzi economici necessari per mantenersi come richiederebbe la legge, gravando così sulle casse statali per quello che riguarda la sanità e l’assistenza.

Sul tema si sono espressi anche il consigliere regionale Stefano Bargi e il segretario provinciale Giuseppe Bettuzzi: “I giudici non trovano di meglio da fare che pronunciarsi in favore dei ricongiungimenti famigliari anche per gli stranieri che non lavorano. Come non bastassero i problemi di un territorio che viene costantemente invaso da stranieri irregolari, richiedenti asilo, che gravano sulle nostre comunità locali. In questo modo la giurisprudenza continua con la politica del ‘porte aperte’ per tutti, senza alcun accorgimento per il buon senso e la sostenibilità del sistema”.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione