Regolarizzazione, ancora troppe incertezze. Aumentano i lavoratori domestici italiani

L’emersione dal lavoro nero si percepisce nel settore delle baby sitter, mentre la regolarizzazione migranti è ancora lontana dagli obiettivi auspicati.

Lo sostiene l’avvocato Alfredo Savia, presidente nazionale della Fidaldo e di Nuova Collaborazione, che al quotidiano “Il Sole 24 Ore” cerca di fare un quadro della situazione in seguito all’introduzione della misura nel DL Rilancio recentemente approvato in Parlamento.

Savia sottolinea che le assunzioni di baby sitter in questi mesi caratterizzati dall’emergenza coronavirus sono cresciute del 10%, grazie soprattutto al “bonus baby sitter”. Un dato certamente positivo, a cui non sembra ancora fare seguito quello relativo alla regolarizzazione fortemente voluta dal ministro alle Politiche Agricole, Teresa Bellanova.

“Il rinvio dal 15 luglio al 15 agosto del termine per la presentazione delle domande di regolarizzazione – osserva l’avvocato Alfredo Savia – è la conferma di una situazione di incertezza, in cui i datori di lavoro, in assenza di un decreto interministeriale che precisi modalità, costi e condizioni, non sono in grado di procedere in alcun modo su questa strada”.

Per quanto riguarda invece i lavoratori domestici, gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio dell’INPS evidenziano come ci siano sempre più italiani e sempre meno stranieri.

Nel corso dello scorso anno, i lavoratori domestici italiani sono aumentati di 3.083 unità rispetto al 2018, mentre quelli stranieri sono calati di 18.816 unità.

Le crescite più evidenti dei lavoratori domestici italiani si riscontrano in Abruzzo (+ 5,4%), Umbria (+4,2%) e Molise (+4%). Al contrario, regioni come Puglia, Campania, Trentino-Alto Adige e Toscana sono invece interessate da un segno meno.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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