Reddito di cittadinanza a tutti gli stranieri diventati italiani? Non esattamente

reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza toccherà solo agli italiani ?

Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, assicura di sì, ma il capo politico del Movimento 5 Stelle non si è soffermato troppo sui dettagli di questa affermazione.

Lo ha fatto la deputata di Forza Italia, Elvira Sanino, che ha precisato tramite un post su Facebook che a beneficiare della misura saranno anche i “nuovi” italiani.

La Sanino ha fatto riferimento a tutti gli immigrati giunti in Italia negli ultimi anni e che nel corso del tempo hanno provveduto ad acquisire la cittadinanza italiana.

Pertanto, si tratta di italiani a tutti gli effetti. “101 mila nel 2013, 130 mila nel 2014, 178 mila nel 2015, 202 mila nel 2016 – spiega la deputata forzista – Se questo è il trend possiamo immaginare che quando nel 2019 sarà attivato il reddito di cittadinanza ci saranno almeno un milione di persone che fino a qualche anno fa erano immigrati e che adesso, come ‘nuovi italiani’, ne beneficeranno”.

La critica sollevata dalla Sanino è corretta, ma i numeri non sono esattamente quelli riportati dalla parlamentare berlusconiana. O meglio, le cifre espresse nel post su Facebook sono quelle, confermate anche da Eurostat, ma non tutti quei “nuovi” italiani beneficeranno del reddito di cittadinanza, dato che l’erogazione della misura che farà parte della manovra economica del governo Conte è destinata ai cittadini italiani “in condizioni di bisogno”.

Inoltre, per ottenere il reddito di cittadinanza, saranno di sicuro indispensabili alcuni requisiti ben precisi: su tutti, un reddito al di sotto di una determinata soglia.

Va da sè che stando ai dati emersi nei recenti studi sono molti gli stranieri sotto la soglia di povertà, compresi quelli che hanno già ottenuto la cittadinanza italiana, ma è comunque sbagliato lasciar intendere che tutti beneficeranno del reddito di cittadinanza.

Ma non è tutto. Una distinzione tra italiani e stranieri, paventata da Di Maio e rilanciata da Salvini, potrebbe risultare illegittima e probabilmente anche incostituzionale.

Per questo, il ministro del Lavoro ha recentemente affermato che la misura spetterà a coloro che da almeno 10 anni all’interno dei confini nazionali. In questo caso una restrizione lecita, ma che andrebbe a far cadere il punto sollevato da Elvira Sanino.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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