Quando vedrò la mia cittadinanza ? Salvini risponde alla giovane peruviana

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Le posizioni di Matteo Salvini sul tema immigrazione rappresentano sempre un terreno di scontro molto acceso.

Il ministro dell’Interno ha fortemente voluto il decreto sicurezza, che pone una “stretta” non solo sull’immigrazione clandestina ma anche sulle procedure per ottenere la cittadinanza italiana, che per Salvini sono fin troppo ‘semplici’ e vulnerabili alle varie furberie da parte di malintenzionati.

Anche per questo ha suscitato un certo clamore la lettera scritta da una ragazza peruviana, Elizabeth Arquinigo Pardo, che vive in Italia da 18 anni.

La giovane si è detta “tradita” dalle politiche portate avanti dal leader della Lega e vicepremier del governo Conte, sottolineando che grazie a Salvini la cittadinanza italiana, per lei, rischia di diventare un sogno impossibile.

“Mi sono laureata, parlo italiano e sono un’onesta contribuente – scrive Elizabeth nella lettera pubblicata da molte testate nazionali – Ho iniziato a lavorare stabilmente, con contratti regolari sia da dipendente che da partita Iva, subito dopo l’università.

La cittadinanza non solo me la sono conquistata, come coronamento di un percorso di integrazione. Me la sono anche sudata e guadagnata. Ho presentato domanda con i miei redditi, infatti. Ecco signor ministro, io, una cittadina perfettamente regolare, rischio ora di non avercela mai questa cittadinanza”.

Nella lettera, la giovane peruviana sottolinea come il ministro dell’Interno abbia sempre detto che gli immigrati regolari sono da considerare “nostri amici”, ma nei fatti questo approccio non viene confermato.

Proprio come nel suo caso.

Matteo Salvini ha deciso di rispondere a Elizabeth, inviandole un messaggio personale e ponendo l’accento sui tanti “furbetti”, a detta del responsabile del Viminale, che danneggiano anche le persone come la giovane peruviana.

“Confermo: chi arriva in Italia per lavorare, rispetta le leggi e si comporta bene è il benvenuto ed è un amico.

I tempi per la concessione della cittadinanza si sono dilatati per l’alto numero di domande (circa 300mila), che fatichiamo a smaltire anche per i numerosi casi di documenti contraffatti – spiega il ministro dell’Interno – Pensa che nel 2018 circa il 60% delle istanze è stato rigettato e ci sono 4.500 ricorsi pendenti.

Una situazione che mi sono ritrovato sulla scrivania e che, dopo meno di cinque mesi al Viminale, sto cercando di sistemare”.

“Di certo serve più efficienza da parte dello Stato, cara Elizabeth – ha concluso Salvini – ma anche meno furbetti da parte degli stranieri, aspiranti cittadini italiani, che penalizzano gli amici come te”.

Pertanto i tempi di concessione del decreto di cittadinanza passano da 730 giorni a 48 mesi. (oltre i 10 anni di requisito per la cittadinanza per naturalizzazione).

La replica al tweet del Vicepremier Salvini è arrivato pochi giorni dopo :

Signor Ministro “lei dice che ci sono troppe domande in arretrato e che per questo è necessario dilatare per legge i tempi. . nelle scuole italiane, hanno insegnato l’opposto: se c’è un diritto negato si trovano degli strumenti adeguati, non si cancellano i diritti. Se c’è un colpevole, si persegue il colpevole: non si colpiscono 300mila italiani per educarne cento”

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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