Pochi contagi tra i migranti: “Forse hanno un fattore protettivo maggiore”

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La diffusione della pandemia di coronavirus ha imposto misure drastiche da parte dei vari governi per cercare di rallentare il contagio.

Anche in Italia, dove il contagio da Covid-19 ha raggiunto numeri elevatissimi, il governo Conte ha obbligato la popolazione al “lockdown“.

migranti ospitati nei centri di accoglienza

Nei giorni scorsi, alcuni esponenti politici e varie organizzazioni hanno fatto presente il problema relativo ai migranti ospitati nei centri di accoglienza, specialmente tutti coloro sprovvisti di permesso di soggiorno e quindi impossibilitati ad accedere alle cure.

garantire protezione sanitaria ai migranti

L’ipotesi avanzata dalle organizzazioni è quella di una “sanatoria stranieri“, in modo tale da garantire protezione sanitaria ai migranti. Va comunque sottolineato che almeno fino ad ora, fortunatamente, il contagio sembra non dilagare nella popolazione straniera.

Addirittura al Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano non è ricoverato nemmeno un immigrato, come precisato dal primario dell’Istituto, Massimo Galli.

“L’ipotesi, ma è ancora tutta da dimostrare anche se è verosimile, è che in alcune etnie di discendenza africana ci siano diverse caratteristiche e disponibilità per il virus”, afferma Galli in un’intervista rilasciata a “Liberoquotidiano”.

Queste persone potrebbero avere un fattore protettivo maggiore“, spiega il primario, che invece evidenzia come la popolazione italiana sia maggiormente esposta al contagio da coronavirus.

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Siamo una popolazione molto vecchia, e questo ci espone più facilmente alle malattie“, mentre i migranti presenti sul nostro territorio sono piuttosto giovani e in salute.

Il fattore anagrafico e la sana costituzione – osserva il primario del Sacco di Milano – spiegherebbero anche il motivo per cui gli adolescenti e i bambini reagiscono molto meglio al Covid-19″.

Christin Kandem Tadjuidje

A smentire questa linea di pensiero è la morte di Christin Kandem Tadjuidje nella notte tra il 22 e il 23 marzo 2020, all’ospedale di Pisa,

Dove era arrivato con una diagnosi di polmonite acuta da Coronavirus, aveva 29 anni, è la più giovane vittima della pandemia in Toscana.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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