Permessi di soggiorno in cambio di grosse somme di denaro: arrestati ex agenti di polizia

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Permessi di soggiorno in cambio di cospicue somme di denaro o di altri beni come computer, cene o il pagamento del bollo auto.

E’ questa l’accusa che ha portato alla condanna nei confronti di alcuni ex agenti da parte del Tribunale di Milano. La pena più severa è quella inflitta all’ex poliziotto Domenico Rubino, all’epoca sovrintendente capo, che dovrà scontare una condanna di otto anni e 9 mesi di reclusione.

Il tribunale milanese ha poi inflitto altre sei condanne, di cui 4 a carico di ex agenti di polizia che prestavano servizio o presso l’Ufficio immigrazione della Questura milanese o presso i commissariati Lorenteggio e Porta Genova. Gli altri due condannati sono un funzionario e un mediatore cinese.

Gli imputati, arrestati a novembre 2017, sono stati riconosciuti colpevoli dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso ideologico e accesso abusivo a sistema informatico. Per farla breve, gli ex agenti consentivano di ottenere permessi di soggiorno “facili” in cambio di cifre che variavano dai 200 ai 5000 euro, oltre ad altre utilità.

Somme talmente altre da consentire all’ex sovrintendente capo di acquistare e intestare a sua moglie una villa settecentesca a Marcallo con Casone, alle porte di Milano. I giudici della decima penale (Guidi-Minerva-Valori) hanno disposto la confisca di villa Magnaghi, assieme ad alcune decine di migliaia di euro a carico di alcuni imputati, come riportato dal quotidiano “La Repubblica”.

Sono circa 200 le pratiche “anomale” esaminate dagli investigatori, di cui circa 70 contestate agli imputati.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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