Padova, approvato il piano per l’identificazione dei minori non accompagnati

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Padova : Da anni esiste una stretta collaborazione tra Comune, Questura, Prefettura e Ulss locale per l’identificazione e l’esatta età dei minori stranieri non accompagnati che arrivano in città

Il Consiglio Comunale di Padova nei giorni scorsi ha approvato in via definitiva la proposta dell’assessore Nalin (sociale, integrazione e inclusione sociale, partecipazione, politiche di genere e pari opportunità) che disciplina l’identificazione del minore straniero non accompagnato e la sua tutela socio-sanitaria, elaborato in base al protocollo d’intesa tra Prefettura, Questura, Comune e Ulss 6 Euganea.

Il fenomeno dei cosiddetti MSNA, i Minori Stranieri Non Accompagnati, sta assumendo dimensioni sempre maggiori con i nuovi flussi migratori e anche tra Padova e la sua provincia allarma soprattutto per i giovani in arrivo dai Paesi africani ma anche da quelli asiatici e dell’Est Europa.

Gli ultimi dati certi quelli fino al 31 dicembre 2017, parlano di 102 casi seguiti direttamente dal Comune e si tratta soprattutto di minori con origine moldava, albanese e kosovara.

Ma ci sono anche diciassette minori non accompagnati e richiedenti asilo provenienti da Africa e Asia: tutti sono sbarcati in porti o zone costiere del Sud Italia ma successivamente il Ministero dell’Interno li ha dirottati su Padova.

Se per i minori dell’Est Europa è normale portare con loro documenti di identità che possano permettere di stabilire con certezza chi sono, invece quelli che arrivano in Italia dall’Asia o dall’Africa raramente sono in possesso di documenti.

Ecco perché per loro è necessaria poter determinare almeno l’età e quindi determinare se siano effettivamente o meno minori in modo da poterli meglio destinare nella varie strutture di accoglienza.

Sono infatti ormai molti quelli che millantano di avere meno dei loro effettivi anni all’atto di presentazione della domanda di asilo, in modo da ottenere più facilmente il riconoscimento della protezione internazionale.

Succede anche a Padova, dove da almeno una ventina d’anni il Comune ha varato un modello di intervento a favore dei Minori Stranieri Non Accompagnati in collaborazione soprattutto con il Giudice Tutelare del Tribunale di Padova, la Questura e l’Azienda locale socio-sanitaria.

In particolare dal 2003 è in vigore un protocollo d’intesa tra il Comune e l’Ulss 6 per la verifica delle condizioni di salute dei minori dopo il loro arrivo in città.

Su richiesta della Prefettura, dopo l’entrata in vigore della Legge 47/2017 che si occupa delle misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, è stato costituito un gruppo di lavoro nel quale rientrano rappresentanti del Comune, della Prefettura e della Questura, oltre che dell’Ulss 6 Euganea per sviluppare un protocollo di intesa destinato a gestire i minori non accompagnati e le loro procedure di identificazione.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione