Nuovo incendio nel “ghetto” di San Ferdinando. Muore un migrante

incendio migranti

Ancora una tragedia nella baraccopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria.

Nei rifugi improvvisati che ospitano centinaia di migranti è scoppiato un nuovo incendio nella notte tra venerdì e sabato.

Le fiamme sono divampate in tutta la tendopoli, e hanno provocato la morte di un migrante. L’ennesimo caso in una situazione già interessata da criticità molto simili nel recente passato.

Nel “ghetto” di San Ferdinando, come viene comunemente chiamata questa baraccopoli situata nella piana di Gioia Tauro, trovano posto centinaia di extracomunitari impiegati soprattutto come braccianti per la raccolta degli agrumi.

Ogni anno sono tantissimi i migranti che si recano qui per la stagione delle arance, nella speranza di poter lavorare.

I migranti utilizzano bracieri per scaldarsi durante la notte: basta una scintilla per incendiare le baracche realizzate per lo più con materiali di scarto, come legno e plastica.

Già lo scorso Capodanno si era verificato un vasto incendio che aveva distrutto circa 15 baracche.

Fortunatamente, in quel caso, il divampare delle fiamme non aveva provocato alcuna vittima.

Il 1 dicembre 2018, invece, aveva perso la vita in una situazione praticamente identica il 18enne gambiano Suruwa Jaithe, giunto in Italia con il desiderio di studiare e di formarsi.

Nel “ghetto” di San Ferdinando ha trovato la morte anche una giovane, Becky Moses, morta bruciata lo scorso mese di gennaio mentre dormiva nella sua baracca.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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