Novità normative in materia di lavoro stagionale degli stranieri

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Novità normative in materia di lavoro stagionale degli stranieri (extra UE), dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo che recepisce la direttiva Europea.

La nuova normativa ha posto in essere un sistema di semplificazione e di riordino delle norme in materia di lavoro stagionale per straniero extracomunitari. Vediamo quali sono le principali modifiche che derivano dal recepimento della direttiva europea.

Innanzitutto il permesso pluriennale di stare in Italia per impieghi ripetitivi viene concesso allo straniero che dimostri di essere venuto in Italia per svolgere lavoro stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti (mentre prima veniva richiesto che dimostrasse di essere venuto negli ultimi due anni di seguito negli ultimi due anni). Viene quindi modificato il c.d. “permesso di soggiorno pluriennale”.

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permesso di soggiorno stagionale

I settori nei quali lo straniero può validamente effettuare il lavoro stagionale sono quello agricolo e quello turistico-alberghiero, come specificato nel Decreto Legislativo. Viene in tal modo specificata la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per chi svolge un’attività nell’agricoltura e nel turismo.

Le nuove norme in tema di alloggio

Se lo straniero venendo in Italia si appoggia al datore di lavoro per avere un alloggio, il datore di lavoro deve esibire, al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, un titolo che dimostri che egli ha effettivamente disponibilità dell’alloggio (e che quest’ultimo è idoneo ai fini abitativi, ai sensi di legge).

Può essere imposto anche un canone di locazione per l’alloggio che viene concesso al lavoratore stagionale straniero, in nessun caso superiore rispetto alla qualità dell’alloggio e al quantitativo pattuito per la retribuzione, e comunque in nessun caso superiore ad un terzo della retribuzione stessa.

Importante la disposizione introdotta che impedisce di decurtare automaticamente il canone di locazione dalla retribuzione. Questo per evitare degli abusi impropri da parte del datore di lavoro che potrebbero concretizzarsi in una paga effettivamente inferiore rispetto a quella pattuita.

Lavoro stagionale e lavoro subordinato

L’articolo 24 comma 10 dispone inoltre che il lavoratore stagionale che ha svolto per almeno tre mesi attività lavorativa continuativa possa convertire il permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato.

In via generale, vengono estese al lavoro stagionale alcune norme previste per il lavoro subordinato, tranne che quelle che permettono la revoca del permesso di soggiorno per perdita del posto di lavoro e di trasformazione del permesso per motivi di studi in permesso di soggiorno per lavoro.

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