Niente permesso di soggiorno a persone con protezione internazionale: è polemica

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Niente permesso di soggiorno ai titolari di protezione internazionale. E’ la denuncia presentata dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir) e “A Buon Diritto”, in qualità di membri della Rete legale di supporto ai migranti in transito (A Buon Diritto Onlus, Baobab Experience, Consiglio italiano per i rifugiati, Radicali Roma).

Il Cir e “A Buon Diritto” hanno presentato due ricorsi presso il Tribunale di Roma contro l’Ufficio Immigrazione della Questura, che avrebbe deliberatamente deciso di non rinnovare il permesso di soggiorno a coloro che sono in possesso della protezione internazionale, violando di fatto i loro diritti.

Uno dei due ricorsi è stato già accolto dal Giudice, che ha ordinato alla Questura di Roma di procedere immediatamente al rilascio dei permessi di soggiorno.

La Questura capitolina ha giustificato la mancata concessione del rinnovo riferendo di “disposizioni di organi superiori”. Per questo, il Consiglio Italiano per i Rifugiati e “A Buon Diritto” hanno voluto vederci chiaro, presentando due istanze di accesso agli atti a Prefettura, Questura, Questura – Ufficio immigrazione e Comune di Roma.

Il direttore del Cir, Mario Morcone, sottolinea come la decisione della Questura di Roma sia “in palese contrasto” con le norme previste dalla Costituzione, dalla Legge Anagrafica, dal Testo Unico Immigrazione e dalle Circolari del Ministero dell’Interno.

“Dal momento che l’iscrizione anagrafica è determinante per l’accesso a diritti costituzionalmente garantiti – spiega Morcone al quotidiano “La Repubblica” – l’iscrizione alla “residenza convenzionale” deve essere considerata come una normale iscrizione anagrafica; in caso contrario si determinerebbe un trattamento illegittimamente difforme tra cittadini che siano residenti in un determinato territorio esclusivamente in ragione del censo. L’assenza di una “residenza effettiva” non può giustificare in alcun modo il mancato rilascio del permesso di soggiorno, né un ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo”.

La decisione della Questura di Roma è di fatto molto grave, perchè oltre a violare i diritti delle persone che godono di protezione internazionale mette a serio rischio anche la loro condizione di regolarità sul territorio italiano, impedendo oltretutto l’accesso ai servizi e la conduzione di una vita dignitosa. Una “prassi illegale”, come ha evidenziato anche Valentina Calderone, Direttrice di “A Buon Diritto”.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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