Nessun permesso di soggiorno ai rifugiati che commettono reati, il decreto sicurezza

Guerlin Butungu permesso di soggiorno per motivi umanitariGuerlin Butungu permesso di soggiorno per motivi umanitari

Matteo Salvini lo ha ripetuto più volte da quando è stato nominato ministro dell’Interno del governo guidato da Giuseppe Conte, nato dalla maggioranza parlamentare M5S – Lega. “La pacchia è finita” è stato uno dei mantra del responsabile del Viminale in questi mesi, e sembra proprio che Salvini sia in procinto di passare dalle parole ai fatti.

Stando a quanto emerso, infatti, sembra che il leader della Lega stia predisponendo un decreto legge che potrebbe arrivare in Parlamento già entro l’estate.

Si tratta di un decreto sicurezza che vede impegnati ben cinque ministeri, tra cui quello degli Esteri e il Tesoro, e che sarà chiaramente basato sul capitolo accoglienza, imponendo una stretta come ampiamente annunciato da Salvini in campagna elettorale: un concetto fortemente ribadito anche da ministro dell’Interno.

Oltre al taglio netto sulla protezione umanitaria, con l’obiettivo di ridurre la misura concessa nel 25 per cento dei casi ai migranti, il decreto legge su cui sta lavorando l’esecutivo affronta anche il tema dello stop del diritto d’asilo per tutti quei richiedenti coinvolti in reati di vario tipo.

Salvini lo ha ribadito anche due giorni fa su Twitter, dopo il caso di cronaca che riguardava due richiedenti asilo accusati di violenza sessuale e molestie.

Lo stesso responsabile del Viminale ha annunciato che è previsto un allargamento della lista di reati che farebbero scattare il divieto del diritto d’asilo per tutti coloro riconosciuti colpevoli.

Ad oggi, infatti, il diritto d’asilo viene revocato solo se il richiedente viene riconosciuto colpevole di un reato inerente la “pericolosità sociale”, come ad esempio l’associazione di stampo mafioso e il traffico di droga o di armi.

L’obiettivo del leader del Carroccio è quello di bloccare la domanda di asilo o rifugiato a chi commette reati di altro tipo, comprese le violenze sessuali e i furti, che comporterebbero il trasferimento in uno dei Centri permanenti per i rimpatri (Cpr) e in seguito l’espulsione.

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  1. In arrivo un decreto sicurezza | DdF

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