Moise Kean e Mario Balotelli rammentano l’importanza dello ius soli in Italia

moise kean ius soli sportivo 2

Ius Soli ? Sì, ma solo se sei uno sportivo affermato.

E’ quanto emerge in un articolo pubblicato qualche settimana fa a firma di Alessia Gasparini, esperta di Storia delle relazioni internazionali e di politica internazionale.

Il pezzo si sofferma su uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi tempi e che è stato oggetto di contrasto tra le varie forze politiche.

Il governo Gentiloni era nettamente schierato a favore, ma la “paura” di regalare troppi voti alla Lega in caso di approvazione ha bloccato l’iter in Parlamento.

Quel che è accaduto dopo lo sappiamo tutti: la Lega ha ottenuto ugualmente il 17% delle preferenze ed è riuscita poi a trovare una quadra con il Movimento 5 Stelle per formare una maggioranza parlamentare e di conseguenza un governo per il Paese.

Ma tornando allo Ius Soli sportivo, nell’articolo dell’Huffington Post si fa riferimento ad un caso specifico, ovvero quello di Moise Kean, attaccante della Juventus e della Nazionale di calcio under 19.

Entrambi i genitori di Moise Kean sono originari della Costa d’Avorio, e sia la mamma che il papà hanno la doppia cittadinanza: un dettaglio che ha permesso a Kean di ottenere quel diritto negato a tanti suoi coetanei e di poter tranquillamente vestire la maglia azzurra sin dai tempi dell’Under 17.

Senza una legge che approvi lo Ius Soli in Italia, infatti, molti giovani italiani di seconda generazione non possono far parte delle Nazionali di calcio del Paese in cui sono nati e in cui vivono.

Cos’è lo ius soli sportivo ?

La legge del 20 gennaio 2016, ribattezzata appunto “Ius Soli sportivo”, ha cercato di porre rimedio, riconoscendo il diritto al tesseramento nelle federazioni sportive agonistiche, come il Coni o la Figc, anche ai minori che risiedano in Italia “almeno dal compimento del decimo anno d’età”.

Naturalmente questo provvedimento è da considerare incompleto, dato che resta inevasa la “falla” delle Nazionali, in particolare quelle di calcio.

Per vestire la maglia azzurra prima dei 18 anni è necessario il passaporto italiano: se si è sprovvisti, ci si deve affidare alla burocrazia che tocca a chi nasce in Italia da genitori stranieri.

Una questione sollevata di recente anche da Mario Balotelli, che è stato considerato “non italiano” fino al compimento dei 18 anni.

All’ex attaccante di Inter e Milan ha risposto direttamente il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha precisato come lo Ius Soli non sia una priorità per il governo Conte, nè per gli italiani.

Ecco perchè succede ancora che in un’intervista Moise Kean debba ancora sottolineare come lui si senta italiano esattamente come gli altri. Nel 2018…

About the Author

Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

Be the first to comment on "Moise Kean e Mario Balotelli rammentano l’importanza dello ius soli in Italia"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*