Ministro integrazione danese critico nei confronti del Ramadan

Il digiuno osservato durante il Ramadan sarebbe una minaccia per la sicurezza. E’ quanto sostenuto dal ministro per l’Integrazione danese, Inger Stojberg, che ha attaccato duramente la pratica dell’astinenza dal cibo durante il periodo sacro per tutta la comunità islamica.

Stando a quanto sostenuto dalla Stojberg, i musulmani che osservano con dedizione il digiuno dovrebbero evitare di recarsi nei propri posti di lavoro per tutta la durata del Ramadan 2018.

Secondo il ministro danese, infatti, il prolungato digiuno previsto durante il mese di purificazione metterebbe a serio rischio la sicurezza in molte professioni, risultando così estremamente pericoloso per l’intero Paese e per i cittadini della Danimarca.

Quest’anno il digiuno, che cade nel nono mese islamico, è iniziato mercoledì 16 maggio, e come sempre avrà una durata di 29 o 30 giorni: la tradizione vuole che i musulmani osservino il Ramadan in ricordo e commemorazione della prima rivelazione del Corano al profeta Maometto.

La prima testata a riportare le parole del ministro Inger Stojberg è stato BT, un tabloid fondato a Copenaghen oltre cent’anni fa.

La Stojberg ha riportato anche degli esempi di professioni che sarebbero particolarmente a rischio con il digiuno prolungato: su tutte, il ministro ha fatto riferimento ai conducenti dei mezzi pubblici, in particolare dei bus, che vedrebbero seriamente compromesse la capacità di guida e i riflessi in seguito alla continua astinenza dal cibo.

La posizione espressa da Inger Stojberg non ha lasciato sorpresa più di tanto l’opinione pubblica danese. Già in passato, il ministro del governo di centrodestra era salita agli onori delle cronache per la sua poca simpatia nei confronti degli immigrati.

La Stojberg è tornata alla carica, precisando che un pilastro dell’Islam di 1400 anni fa non può ritenersi conciliabile con il mondo moderno, che ha uno stile di vita e delle regole di mercato ben precise.

La soluzione proposta dal ministro a tutti i musulmani che scelgono di osservare il Ramadan è di prendersi un permesso dal lavoro, in modo tale da evitare conseguenze pericolose e garantire la sicurezza di tutto il popolo danese.

Le frasi pronunciate da Inger Stojberg hanno inevitabilmente suscitato delle dure reazioni.

A replicare con forza al ministro di centrodestra è soprattutto l’Unione dei musulmani finlandesi, che ha attaccato le dichiarazioni della Stojberg definendole apertamente delle “assurdità” e ha ricordato come nella maggioranza dei Paesi islamici il lavoro di uffici, negozi ed esercizi vari prosegua nella massima normalità anche durante il Ramadan.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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