Migranti “troppo impegnati” per lavorare con il Comune

Rifugiati e richiedenti asilo troppo impegnati per poter prestare servizio nel Comune dove sono ospitati.

E’ la denuncia di Eligio Grizzo, vicesindaco di Pordenone, che spiega come trovare alcuni richiedenti asilo per svolgere delle mansioni socialmente utili sia diventata un’impresa.

Nel recente passato molte volte i rifugiati avevano contribuito a delle attività dove venivano svolti lavoretti utili all’intera comunità. Ma da qualche tempo a questa parte lo scenario è radicalmente cambiato.

In un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Gazzettino”, il vicesindaco Grizzo – che ricopre anche la carica di assessore alle Politiche Sociali – racconta come le cooperative rispondano sempre di no alle richieste del Comune.

“Mi dicono che i migranti sono troppo impegnati per spostarsi”, fa sapere Eligio Grizzo. A quanto pare, i progetti realizzati dai centri di accoglienza richiedono troppe ore: i richiedenti asilo sono troppo impegnati per svolgere qualsiasi altra mansione.

“La risposta che ci arriva sempre più spesso è questa: i richiedenti asilo attualmente sono troppo impegnati e non possono prestare la loro opera – afferma il vicesindaco al “Gazzettino” – Per noi, quindi, è a conti fatti impossibile impiegarli per i lavori socialmente utili di cui abbiamo bisogno”.

“Spesso – prosegue Eligio Grizzo – ci sentiamo rispondere che i migranti che vorremmo far lavorare devono seguire lezioni di italiano, o che sono impegnati in lezioni che serviranno loro a trovare un lavoro in futuro.  Vorremmo tanto poter riavviare i progetti già sperimentati in passato, ma ad oggi sembra davvero impossibile”.

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Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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