Migranti, il vademecum dell’UE per smentire “i falsi miti”

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Mancano ormai due mesi e mezzo alle elezioni europee del prossimo 23-26 maggio, e la campagna elettorale comincia ad entrare nel vivo.

Mai come questa volta, la battaglia sembra stabilirsi su due “schieramenti” opposti: da un lato chi vuole garantire l’europeismo, dall’altro chi invece attacca frontalmente l’Unione Europea, auspicando un “ribaltone”.

I sovranisti, che vedono tra gli elementi di spicco il ministro dell’Interno del governo Conte, Matteo Salvini, e il premier ungherese Viktor Orban, proseguono la loro campagna a suon di attacchi e critiche nei confronti dell’UE, in particolare riguardo la gestione dell’immigrazione.

Tuttavia, molto spesso vengono diffuse alcune narrazioni che non corrispondono esattamente alla realtà.

Anche per questo, Bruxelles ha deciso di diffondere un vademecum, realizzato proprio per smentire ricostruzioni fasulle sulla tematica dei fenomeni migratori, come confermato dal commissario all’Immigrazione, Dimitri Avramopoulos, durante una conferenza stampa di presentazione.

In particolare, nel vademecum si precisa che non ci si trova di fronte ad una “crisi migratoria“, in quanto gli arrivi dei migranti sono praticamente ai minimi: solo 150.000 nel 2018, la cifra più bassa dell’ultimo quinquennio.

Inoltre, la presenza di un Corpo europeo di guardie di frontiera, capace di circa 900 uomini e donne dispiegati lungo i confini europei, smentisce l’idea di un’Unione Europea che non protegge le proprie frontiere.

Per quanto riguarda poi i presunti respingimenti verso la Libia, il vademecum dell’UE precisa categoricamente che non vengono effettuati respingimenti “e nessun migrante salvato da imbarcazioni europee è riportato in Libia”.

Inoltre, il vademecum risponde a tono anche ad un altro cavallo di battaglia dei sovranisti ed in particolare di Salvini, che attacca spesso l’UE per aver lasciato sola l’Italia.

“Paesi in difficoltà come la Grecia, l’Italia e la Spagna – si legge nel vademecum – hanno ricevuto aiuti finanziari rispettivamente per 2 miliardi di euro, 885 milioni di euro e 708 milioni di euro”.

Infine, il vademecum chiarisce che reintrodurre le frontiere sarebbe un grosso passo indietro.La Zona Schengen – si legge – è la più importante area di libera circolazione al mondo: offre la possibilità a 400 milioni di persone di spostarsi liberamente“.

Ma è anche una questione economica, in quanto il ripristino delle frontiere – e quindi le lunghissime attese ai confini – potrebbe costare oltre 3 miliardi l’anno al settore economico.

Nel frattempo, nel Mediterraneo continuano a verificarsi terribili tragedie.

La scorsa notte, al largo dell’isola greca di Samos, è affondato un barcone carico di migranti: i morti sono in tutto 11, tra cui due minorenni.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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