Migranti, il Montenegro pronto a costruire un muro al confine con l’Albania

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La tendenza a voler costruire nuovi muri sembra in aumento. I continui flussi migratori verso l’Europa e gli Stati Uniti hanno contribuito ad alimentare le tensioni sociali, e diversi Stati hanno cominciato a considerare l’idea di poter ergere una “barriera” sul proprio confine per impedire ai migranti di entrare nel Paese.

Già nel 2015 il primo ministro ungherese Viktor Orban aveva dato seguito a quelli che all’inizio parevano solo slogan sensazionalistici: al confine con la Serbia fu fatto costruire un muro per evitare nuovi arrivi di uomini che l’Ungheria ha dichiarato di non voler più sostenere.

Per non parlare di uno dei cavalli di battaglia della campagna per le presidenziali (poi vinte, ndr) di Donald Trump, ovvero la costruzione di un muro tra gli USA e il Messico.

Nella giornata di ieri, il Montenegro ha deciso di seguire le orme di ungheresi e statunitensi e ha annunciato l’innalzamento di una recinzione lungo il confine con l’Albania. La motivazione è sempre la stessa: impedire che flussi di migranti valichino la delimitazione e giungano in territorio montenegrino.

Sia chiaro, al momento la costruzione del muro resta solo un’ipotesi alla quale starebbe ragionando il governo di Podgorica.

Tuttavia, il capo del Dipartimento per la sorveglianza dei confini, Vojislav Draganovic, è stato fin troppo chiaro quando ha spiegato che ci sono grosse difficoltà nel respingere la grandissima quantità di migranti che sta arrivando dall’Albania verso il Montenegro.

Mentre in Italia si registra una netta attenuazione del fenomeno degli sbarchi, il nuovo percorso che si è creato lungo i Balcani ha fatto riprendere con decisione il movimento migratorio, con tantissimi uomini, donne e bambini che cercando disperatamente di raggiungere l’Europa settentrionale.

Dall’Albania al Montenegro, quindi, per poi sfociare in Bosnia e da lì proseguire verso la Croazia.

Ma non c’è solo il Montenegro a ragionare su eventuali “blocchi“. Negli ultimi giorni si è fatta sentire con decisione anche la voce del governo bosniaco, che ha tuonato contro le autorità albanesi e anche contro quelle montenegrine, ree di fare “ben poco” per calmierare il flusso migratorio.

Montenegro come Ungheria e USA, dunque, ma anche altri Stati hanno provveduto ad ergere delle recinzioni per impedire l’arrivo di ulteriori migranti.

Si tratta della Macedonia, che nel 2015 ha avviato la costruzione di un muro con la Grecia, e della barriera della lunghezza di 30 chilometri che si trova al confine tra la Bulgaria e la Turchia. Infine, anche la Gran Bretagna ha realizzato il cosiddetto “muro di Calais” per bloccare gli sbarchi dalla Francia.

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