Macellazione rituale islamica e ‘festa del sacrificio’ secondo la legge italiana

Festa del Sacrificio, gli animalisti contro gli sgozzamenti

Petizione e raccolta firme del Partito Animalista Italiano contro la pratica dei musulmani di sgozzare gli animali senza stordimenti per celebrare la loro festa più sentita

Dall’11 agosto tutti i musulmani, anche quelli che risiedono Italia, sono chiamati a onorare la ‘festa del sacrificio‘.

Per tradizione il rito principale è quello dell’uccisione di un animale (un ovino, un caprino, un bovino o un camelide) come sacrificio ad Allah.

E l’uccisione dell’animale deve avvenire tramite sgozzamento, pratica contestata in Italia dalle associazioni animaliste.

Lo sgozzamento dell’animale deve essere praticata con un’incisione netta alla giugulare, senza stordimento preventivo.

E l’animale deve essere lasciato sanguinante, ma vivo fino a che non muore per permettere che il suo sangue sacro esca del tutto dal suo corpo.

Il Partito Animalista Italiano quest’anno ha cominciato da qualche settimana una raccolta di firme per invitare il governo “a vietare la macellazione rituale senza stordimento attraverso un’ordinanza ministeriale, come prevede la normativa”.

La legge italiana infatti permette che la macellazione rituale avvenga senza stordimento dell’animale, mentre in altri Paesi europei è comunque vietata pur nel rispetto del credo religioso dei musulmani.

Secondo il Partito Animalista Italiano l’uccisione degli animali dovrebbe essere praticata solo in mattatoi specializzati, mentre sono sempre più frequenti gli sgozzamenti direttamente nelle strade pubbliche, quindi con poco cura dell’igiene.

Ecco il testo della petizione lanciata su Change.org

“Nelle ultime elezioni tutti si sono detti amanti degli animali: tra pochi giorni inizierà il giorno del sacrificio, giorno in cui i musulmani celebrano la loro ricorrenza religiosa più importante sgozzando animali vivi in Italia, senza stordirli, causando loro terribili sofferenze.

Il regolamento europeo impone lo stordimento preventivo degli animali prima della macellazione, ma, nel caso di festività religiose, permette ai singoli stati di adottare deroghe speciali, e il governo italiano ha acconsentito a questa modalità barbara.

La macellazione senza stordimento non è praticata solamente dai musulmani, ma è anche del rito ebraico, dovrebbe essere svolta solamente in mattatoi ‘specializzati’, ma durante questa festa si assistono ad esecuzioni anche nelle strade pubbliche.

Il Partito Animalista Italiano chiede urgentemente al Governo della Repubblica Italiana di vietare questa pratica crudele che porta sofferenze totalmente ingiustificate agli animali attraverso un’ordinanza ministeriale che può essere deliberata subito, in una singola notte”.

Cosa prevede la legge sulla macellazione rituale islamica ?

DECRETO MINISTERIALE 11 giugno 1980 – Autorizzazione alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi ebraico e islamico.

Articolo 1

Si autorizza la macellazione senza preventivo stordimento eseguita secondo i riti ebraico ed islamico da parte delle rispettive comunità.

Articolo 2

La macellazione deve essere effettuata da personale qualificato che sia perfettamente a conoscenza ed addestrato nell’esecuzione dei rispettivi metodi rituali.

L’operazione dovrà essere effettuata mediante un coltello affilatissimo in modo che possano essere recisi con un unico taglio contemporaneamente l’esofago, la trachea ed i grossi vasi sanguigni del collo.

Articolo 3

Nel corso della operazione debbono essere adottate tutte le precauzioni atte ad evitare il più possibile sofferenze ed ogni stato di eccitazione non necessario.

A tal fine gli animali debbono essere introdotti nella sala di macellazione solo quando tutti i preparativi siano stati completati.

Il contenimento, la preparazione e la iugulazione dei medesimi debbono essere eseguiti senza alcun indugio.

Articolo 4

Può essere autorizzata la macellazione senza preventivo stordimento eseguita secondo il rito islamico nei macelli riconosciuti idonei all’esportazione di carni ai sensi dell’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961 n. 264 a condizione che:

1) la macellazione avvenga nel rispetto delle disposizioni di cui ai precedenti articoli 2 e 3;

2) i titolari di detti macelli ne facciano espressa richiesta, ai fini dell’esportazione nei Paesi islamici al Ministero della sanità, che, previo sopralluogo, procederà ad accertare che esistano le condizioni a che gli animali vengano macellati in conformità delle disposizioni di cui agli articoli n. 2 e 3.

Pertanto sussistendo queste condizioni non rientra nel maltrattamento di animali.

Il Ministro Salvini si occupa del caso di Magenta

Mille segnalazioni al Viminale in tre settimane all’indirizzo mail sosanimali.viminale@interno.it

Tra le tante , spicca la festa del sacrificio che raggruppa i fedeli musulmani a Magenta.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione