Lavoratori stranieri in Italia, evoluzione e dati statistici

Spesso ci si sofferma a parlare del tema migranti solo in termini di sicurezza, senza considerare il fatto che gli stessi sono anche forza lavoro nel nostro Paese.

Stando ad un’indagine effettuata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro e denominata “Il lavoro degli stranieri nel 2017, evoluzioni e caratteristiche”, i lavoratori stranieri in Italia sono aumentati di 1,8 milioni negli ultimi dieci anni.

Il focus è stato condotto rielaborando dei dati ISTAT sulla “Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro (RCFL)” e si è incentrato sull’ultimo decennio.

Ne sono venuti fuori dei dati molto interessanti, a cominciare dalla netta crescita dei lavoratori stranieri nel nostro Paese.

I risultati di questo studio, come sottolinea il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, fanno emergere con forza che la popolazione italiana “attiva” stia progressivamente invecchiando, e che la stessa viene compensata dalla presenza dei lavoratori stranieri, che svolgono spesso anche mansioni molto umili.

Non a caso è sempre De Luca a porre l’accento sulla netta distinzione dei lavori in cui sono impiegati lavoratori e stranieri.

I secondi, infatti, svolgono alcune professioni non qualificate che riguardano l’edilizia, le pulizie e la cura degli anziani: mansioni di cui ormai si occupa solo l’8% degli italiani.

La situazione non cambia molto se si guarda alla retribuzione di uno straniero nei confronti di un italiano: un lavoratore “di casa nostra” prende quasi cinque volte di più rispetto ad un non italiano.

Per quanto riguarda gli uomini, il primo settore in cui vengono impiegati è l’edilizia, che copre circa un terzo dei lavoratori. Molti sono anche i venditori ambulanti: il 51% del totale è di origine straniera.

Le donne straniere sono invece molto impiegate nelle attività inerenti ai servizi domestici: ben 246mila occupate.

Subito dopo troviamo 113mila badanti, 83mila cameriere e 42mila addette ai servizi di pulizia presso imprese private.

Ma quali sono le regioni dove c’è più presenza di lavoratori stranieri ?

Stando ai dati dell’indagine, è il Settentrione a registrare più presenza lavorativa non italiana, e principalmente il Nord Est e il Nord Ovest.

Nel resto d’Italia si riscontra una percentuale piuttosto alta nel Lazio (14,6%), mentre Emilia-Romagna, Lombardia, Umbria e Toscana si mantengono sopra la media nazionale.

Fanalino di coda è il Molise, con solo un 4,1% di lavoratori stranieri.

Si tratta di lavoratori che provengono principalmente da Albania e Marocco, anche se lo studio evidenzia come nell’ultimo decennio la presenza degli ucraini sia più che raddoppiata.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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