La nave Aquarius approda in Spagna, storia di una traversata

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La nave Aquarius rischia seriamente di non sbarcare nemmeno a Valencia

Ieri sera era cominciata a circolare la voce che per l’imbarcazione sarebbe stato impossibile affrontare un viaggio di 1400 km fino alle coste spagnole: troppo lunga la tratta (dai tre ai cinque giorni), troppi pericoli e troppe poche scorte per i 629 migranti a bordo (tra cui donne incinte e bambini), già nettamente provati da giorni di navigazione, compresi questi ultimi in attesa di conoscere il proprio destino.

Pertanto si era di nuovo prospettata la possibilità per l’Aquarius di approdare sulle coste italiane. Ma il governo Conte, espressione della maggioranza politica composta dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, non ne ha voluto sapere e ha confermato il suo “no” all’arrivo dell’imbarcazione.

500 migranti “spostati” su una nave della Marina italiana

La soluzione è stata trovata in questo modo: il governo italiano ha stabilito che una nave della Marina italiana e una delle guardia costiera prenderanno a bordo 500 dei 629 migranti che si trovano sull’Aquarius e li condurranno verso il porto sicuro di Valencia.

I rimanenti 129 resteranno invece sull’Aquarius, che potrà così affrontare il viaggio senza problemi di sovraffollamento e carenza di viveri.

Nonostante ciò, Medici senza Frontiere ha fortemente criticato la posizione stabilita dal governo italiano, sottolineando che i migranti saranno comunque costretti ad affrontare un nuovo viaggio di (almeno) tre o quattro giorni.

Per MSF, la soluzione ideale sarebbe stata far attraccare l’Aquarius in Italia, procedere all’identificazione dei 629 migranti e successivamente trasferirli via terra in Spagna.

Proprio nella giornata di ieri, il nuovo governo spagnolo, presieduto dal socialista Pedro Sanchez, si era offerto di accogliere la nave per ragioni umanitarie.

Offerta che era stata subito salutata con soddisfazione dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini: in particolare quest’ultimo aveva chiaramente parlato di “vittoria” per l’esecutivo gialloverde.

In nottata era andata profilandosi anche una soluzione alternativa: tramite un tweet, il presidente dell’Assemblea di Corsica, l’indipendentista Jean-Guy Talamoni, aveva suggerito la possibilità di far arrivare l’Aquarius in uno dei porti dell’isola.

Un tentativo che però è stato subito stoppato dal governo francese. Il segretario di Stato agli Esteri transalpino, Jean-Baptiste Lemoyne, ha infatti ribadito che il porto più sicuro per la nave non poteva essere la Corsica, bensì tra l’Italia e Malta.

Matteo Salvini ha già fatto sapere che per la nave della ONG tedesca Sea Watch è previsto lo stesso trattamento riservato alla Aquarius. La linea resta questa: porti aperti alle navi militari, chiusi alle ONG.

Verso un lieto fine..

Sono passati giorni dalla decisione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di non permettere l’approdo sulle coste italiane della nave Aquarius con 629 migranti a bordo, ma l’imbarcazione non è ancora riuscita a trovare un luogo dove attraccare.

La destinazione ufficiale resta la Spagna, per la precisione Valencia, dopo che il neo premier iberico Pedro Sanchez ha deciso di farsi carico dell’Aquarius per “ragioni umanitarie“.

Tuttavia, come ha fatto notare subito il comandante della nave e anche la stessa ONG, si trattava di affrontare un viaggio di 1400 km con i passeggeri già esausti e provati da giorni di navigata in mezzo al mare.

La vicenda sta scatenando anche una serie di tensioni tra l’Italia e i Paesi europei, in particolare la Francia: Macron ha criticato molto la gestione della situazione da parte del governo italiano, che ha anche valutato la possibilità di non partecipare al vertice con il premier transalpino.

Sta di fatto che la nave si trova ancora in balia delle onde, nel vero senso della parole.

Il maltempo sta interessando proprio la zona dove è situata attualmente l’Aquarius, guidata da una nave della Guardia Costiera italiana: per questo motivo si sta considerando un cambio di rotta, ovvero procedere lungo la costa orientale della Sardegna per trovare riparo dalle forti intemperie.

A comunicarlo, tramite un tweet, è SOS Mediterranee, che precisa anche le condizioni davvero difficili dei migranti a bordo, definiti esausti e scioccati.

Ma le condizioni meteo sono destinate ad essere piuttosto complicate anche per i prossimi giorni, specialmente lungo quella rotta che dovrà affrontare l’Aquarius per giungere a Valencia. Quelle che stanno convincendo a modificare il tragitto sembrano soltanto le prime avvisaglie.

Intanto continuano le forti critiche nei confronti di Matteo Salvini e del suo pugno duro nei confronti dell’imbarcazione.

Sea Watch, un’altra ONG impegnata nel Mediterraneo Centrale, ha detto di aspettarsi dall’Italia risposte concrete. Ma lo stesso Salvini ha già fatto sapere che anche per questa Organizzazione non Governativa è previsto lo stesso trattamento dell’Aquarius.

Il leader della Lega non si è mostrato troppo preoccupato nemmeno delle condizioni meteorologiche che stanno creando non pochi problemi alla traversata dell’Aquarius.

Salvini ha detto che si tratta di problemi che non possono interessare il Governo italiano, e che una nave che prende a bordo sistematicamente tra le 400 e le 500 persone dovrebbe essere attrezzata, specialmente ora che ne trasporta soltanto 100.

Quel che è certo, precisano dal Governo, è che non ci saranno dietrofront.

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Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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