Il Ramadan è finito, i musulmani fanno festa

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Il 4 giugno 2019 è la data che segna la fine del periodo di digiuno per il Ramadan e tutti i fedeli all’Islam lo celebrano con la Eid-al-Fitr, la Festa della Rottura

Per i quasi 2 miliardi di musulmani nel mondo (quindi anche quelli italiani) è arrivato il momento della festa: il 4 giugno 2019 infatti per tutti loro è finito il periodo del Ramadan e possono celebrarlo con la preghiera collettiva finale e poi con un grande banchetto.

É il momento della Eid-al-Fitr, cioè la Festa della Rottura. Per tutti i musulmani infatti significa che finalmente possono rompere il periodo del digiuno durato un mese.

Mette fine al nono mese lunare, quello dedicato alla penitenza e dell’astinenza dall’alba al tramonto e fa entrare nel decimo mese, con la rinnovata gioia perché non è più tempo di sacrifici e si può tornare alla vita tradizionale di tutti i giorni scandita da ritmi diversi.

Solitamente l’Eid-al-Fitr può durare anche un paio di giorni, nei quali tutti i fedeli musulmani sono chiamati ad indossare i loro abiti migliori e possono tornare a banchettare.

Questo però non significa dimenticare anche i loro doveri: devono sempre rendere grazie al loro Dio e rispettare un caposaldo della religione islamica, quello della ‘zakat’: non si tratta di un’elemosina come la potremmo considerare, ma piuttosto di un dovere religioso.

Quando la versa, il musulmano riconosce che tutto appartiene ad Allah e che noi non dobbiamo possedere beni materiali. Quindi è sempre un dovere aiutare chi ha più bisogno ed è un modo per riconoscere anche che si deve essere più onesti verso tutti.

Come si celebra quindi questa festa?

La mattina p prevista una preghiera in gruppo, che in molte città italiane è stata il 4 giugno 2019 ma ad esempio a Roma verrà celebrata il 5 giugno. Tutti i fedeli esaurita la preghiera dovranno visitare i parenti, almeno quelli vicini, e gli amici, scambiandosi doni oltre al versamento della zakat.

Durante l’Eid al-Fitr sarebbe meglio uscire dal luogo di preghiera solo dopo aver mangiato i datteri che sono considerati un cibo tradizionale. Successivamente vengono imbanditi banchetti e consumati i dolci tradizionali.

Però per tutti è anche il giorno del perdono per tutto quello che è successo durante l’ultimo anno.

Questa infatti è una festa che rinsalda il senso di fratellanza, fra tutti, indipendentemente dal loro ceto di appartenenza e dalla loro età. Anche i bambini possono partecipare, di solito portando bigliettini d’auguri disegnati a mano da donare a familiari e amici.

Una festa per un musulmani, certo, ma aperta anche a chi professa altre religioni.

Non è un caso infatti se quest’anno alcune organizzazioni islamiche operanti in Italia hanno dedicato questa giornata di fine Ramadan a Papa Francesco, per ringraziarlo del coraggio e della determinazione con cui porta avanti il dialogo contro ogni forma di discriminazione religiosa.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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