Il governo austriaco chiude sette moschee, espulsi diversi imam. Salvini esulta

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Tra il nuovo governo italiano e quello austriaco sembra esserci un’intesa profonda in materia di immigrazione.

Proprio in queste ore, il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini è al centro delle polemiche per la scelta di chiudere i porti italiani, lasciando in mezzo al mare un’imbarcazione con 629 migranti a bordo.

Dall’Austria, il suo omologo ha deciso di intraprendere un’azione egualmente autoritaria: il ministro degli Interni Herbert Kickl e il cancelliere Sebastian Kurz hanno provveduto ad emettere un decreto di chiusura di sette moschee, quattro a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia.

Ma non è tutto: Kurz e Kickl hanno anche annunciato l’espulsione di diversi imam dal Paese.

Come ha spiegato il governo di Vienna, i capi religiosi dell’associazione Atib (Unione turco-islamica per le collaborazione culturale e sociale in Austria) sono accusati di finanziamenti illeciti dall’estero e di violazione della legge austriaca sull’islam.

La decisione, hanno già fatto sapere Kurz e Kickl, non è appellabile. Il Cancelliere e il Ministro degli Interni hanno precisato di aver adottato la linea dura per mettere un freno definitivo alle radicalizzazioni nel Paese e per dire basta ai predicatori d’odio.

La scelta del governo austriaco ha già scatenato una valanga di reazioni, a cominciare dalla Turchia, dove il portavoce di Recep Erdogan, Ibrahim Kalin, si è scagliato contro il cancelliere e il ministro degli Interni.

Per Kalin, il decreto di chiusura delle moschee e l’espulsione degli imam è un’azione che certifica una propaganda anti-islamista da parte del governo di Vienna.

Per il portavoce di Erdogan, inoltre, l’attacco alle comunità musulmane è dettato dalla volontà di trarre dei vantaggi politici.

Kalin, infine, sottolinea che l’atto promulgato da Kurz e Kickl violi i principi della legalità internazionale, le politiche di integrazione sociale, i diritti delle minoranze e l’etica della coesistenza.

Ma la scelta del governo di Vienna non riceve soltanto critiche. Come detto in precedenza, il nuovo esecutivo italiano, espressione della maggioranza composta da Movimento 5 Stelle e Lega, si trova in sintonia con le posizioni di Kurz e Kickl.

Il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha utilizzato Twitter per schierarsi apertamente a favore dell’Austria.

Il leader della Lega ribadisce che la libertà di culto non è in discussione, ma la battaglia contro l’estremismo religioso è necessaria.

Salvini ha inoltre annunciato che incontrerà il suo collega austriaco già la prossima settimana: i due avranno modo di condividere strategie future sulle problematiche che riguardano la questione immigrazione.

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Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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