Il Decreto Flussi 2019 in ritardo, Coldiretti lancia l’allarme

decreto flussi 2019

Senza i circa 18mila lavoratori stagionali stranieri ammessi in Italia per dare una mano in campagna i raccolti e la filiera agricola rischiano il collasso

Tra le priorità del governo italiano almeno per il momento non c’è quella del decreto flussi 2019, cioè la quota massima di lavoratori stranieri che possono entrare stagionalmente nel nostro Paese per essere impiegati in alcuni settore strategici a partire da quello dell’agricoltura.

Eppure mai come quest’anno invece sarebbe stato necessario anticipare i tempi perché l’inverno più mite del solito porterà ad anticipare molti raccolti e quindi serviranno forze lavorative che solo negli italiani o nei già residenti in Italia non si trovano.

Così la Coldiretti ha lanciato l’allarme sollecitando il governo e in particolare il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a firmare il Decreto.

Senza il contributo essenziale di questi lavoratori molti raccolti rischiano seriamente di rimanere nei campi e sulle piante, perché le ultime stime testimoniano come almeno un quarto della forza lavoro utilizzata sia composta da dipendenti stranieri.

E molti di loro, come dimostra ad esempio la comunità di origine indiana in Lombardia tra le province di Mantova e Brescia impiegata negli allevamenti di bovini e nel latte, o ancora quelli che raccolgono le mele in Trentino, che sono impiegati nelle coltivazioni di frutta tra Veneto ed Emilia Romagna, nella raccolta di pomodori in Campania e Puglia e molto altro, sono perfettamente integrati con l’ambiente nel quale vivono.

flussi 2019

Tutto questo però al momento non è possibile perché mancano certezze sulle quote.

Il ministro Salvini, contravvenendo al suo classico motto “prima gli Italiani”, a febbraio si era detto favorevole a confermare la quota degli ultimi anni, pari a 30.850 ingressi di lavoratori extracomunitari, sempre però che arrivassero da Paesi che si sono dimostrati collaborativi con l’Italia nel caso di rimpatri forzati di cittadini irregolari sul nostro suolo nazionale.

Da allora però quella firma non è ancora arrivata e così le aziende non possono presentare le domande on line per l’ingresso dei lavoratori, mentre nel 2018 era stato possibile a partire dal 31 gennaio.

In teoria, se il decreto flussi 2019 ricalcherà quello precedente, circa 18mila posti saranno quelli riservati ai lavoratori stagionali, cioé proprio quelli utilizzati come manodopera per le raccolte di frutta, verdura e di tutte le attività legate al comparto agricolo in Italia.

Come ricorda la Coldiretti, nel 2018 i Paesi dai qualu era stato concesso l’ingresso in Italia per motivi di lavoro stagionale erano stati Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Repubblica di Corea, Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Macedonia, Montenegro, Niger, Nigeria, Sudan, Tunisia e Ucraina.

Ce ne sono alcuni però, come il Sudan, nei quali è decisamente complicato effettuare i rimpatri e quindi almeno per quest’anno potrebbero essere tagliati fuori.

Ma i tempi della politica non sono quelli degli agricoltori e questa impasse rischia di danneggiarli.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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