Il Centro studi di Confindustria pubblica relazione su stranieri in Italia

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ROMA 24 MAGGIO. Il Centro studi di Confindustria ha redatto “Da emergenza a opportunità”, un rapporto sull’immigrazione, sfatando anche alcuni luoghi comuni diffusi tra gli italiani : gli stranieri giocano un ruolo fondamentale per l’economia italiana e contribuiscono decisamente anche sul versante demografico, incrementando la popolazione in età lavorativa.

Innanzitutto, il tipo di lavoro che fanno gli stranieri in Italia: a fronte del 35,7% di personale non qualificato, il 30,3% è operaio o artigiano, il 27% è impiegato o addetto al commercio ed il restante 7,1% copre incarichi dirigenziali e fa professioni intellettuali o tecniche.

La quota di stranieri rispetto al totale della popolazione occupata è del 10,6%, quindi è subito smentita una delle accuse comunemente mosse agli immigrati, ossia che gli stranieri rubino il lavoro agli italiani. La quota è davvero bassa considerata la forza lavoro di circa 22 milioni di persone, per di più il reddito medio è molto più basso di quello degli italiani.

Inoltre, la suddivisione per settore degli stranieri evidenzia la loro concentrazione nei lavori sociali: ben 39,9% degli immigrati si trova nel settore che include soprattutto collaborazioni domestiche e servizi alla persona. Questo significa che gli italiani delegano per lo più la cura dei propri cari a badanti e colf stranieri, con una netta maggioranza di donne. Il restante è suddiviso nei settori della ristorazione e alberghi (18,7%), delle costruzioni (16,3%), dell’agricoltura (15,8%) ed infine il settore dell’industria (9,6%).

La percezione degli italiani, però, è ancora molto pessimista. Secondo i dati indicati dall’Eurobarometro 2015, gli italiani temono che l’immigrazione abbassi gli stipendi, sottragga posti di lavoro, imponga costi ingenti allo stato e aumenti la criminalità.

Inoltre, gli italiani percepiscono il numero di stranieri presenti sul territorio in maniera molto maggiore di quanto sia in realtà: infatti, gli stranieri sono solo il 9% della popolazione, nemmeno 1 su 10.

Gli stranieri irregolari sono spesso la categoria che viene additata maggiormente da provocazioni, razzismi, leggi e normative severe. Sebbene l’importanza di regolarizzare queste persone sia indubbia, la quota di irregolari non è ingestibile ed in tutta la penisola sono 300 mila persone, che rappresentano il 6% del totale degli stranieri.

Per concludere, il rapporto termina con un’invito: una maggiore integrazione produce maggiori benefici, che esorta sia la politica che la società stessa a prestare più attenzione al tema dell’integrazione che a quello dell’immigrazione.

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Piero
Scrittore freelance di "Gli Stranieri"