Forniva documenti falsi per il permesso di soggiorno: indagata commercialista

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Preparava una documentazione fasulla per far ottenere il permesso di soggiorno ad alcuni cittadini extracomunitari. Un’accusa molto pesante, quella che ha portato al provvedimento nei confronti di una commercialista di Latina.

A notificarlo è stata la Squadra Mobile della città laziale, che ha reso noto a D. T., 68 anni, il divieto di esercitare la professione per dodici mesi.

E’ stata proprio la Squadra Mobile di Latina, in collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura, a portare avanti l’indagine e ad accertare delle anomalie in merito ai procedimenti amministrativi per il rilascio o il rinnovo di permessi di soggiorno  o per le procedure di ricongiungimento familiare.

Il personale dell’ufficio immigrazione ha quindi ravvisato che i tanti cittadini extracomunitari che si erano rivolti alla Trusiani – tra cui molti indiani – erano di fatto in possesso di documentazione irregolare.

In sostanza questi extracomunitari, consigliati da alcuni connazionali, si sono rivolti alla commercialista 68enne per ottenere la documentazione necessaria per ottenere il permesso di soggiorno.

La commercialista predisponeva quindi dei documenti che attestavano “la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato e del reddito minimo richiesto dalla legge”. Il tutto, ovviamente, dietro compenso.

Il tentativo della Trusiani era proprio quello di raggirare i pubblici funzionari, ma alla lunga la sua truffa è stata scoperta. Per questo, oltre alla sospensione dalla professione, la commercialista di Latina è anche indagata per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsità ideologica del privato in atto pubblico.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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