Foggia, la protesta dei migranti che vogliono i permessi di soggiorno

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Una protesta vibrante, con il blocco della strada per chiedere condizioni di lavoro decisamente migliori e una regolarizzazione delle rispettive posizioni, compresa la documentazione necessaria per restare in Italia.

E’ accaduto ieri mattina a pochi chilometri da Foggia, e precisamente nei pressi della strada d’accesso a Borgo Mezzanone, una frazione del comune di Manfredonia.

La strada è stata bloccata da una cinquantina di migranti, in segno di protesta per lo sfruttamento quotidiano sul posto di lavoro e per il mancato ottenimento del permesso di soggiorno.

La protesta non è durata molto, dato che dopo sono intervenute le forze dell’ordine che hanno provveduto a liberare la strada e a far tornare tutto alla normalità.

Stando a quanto riferito dai media locali, il gruppo di migranti risiederebbero nel ghetto abusivo della frazione della città sipontina, che si trova accanto al Centro Richiedenti Asilo Politico (CARA).

Come detto, le richieste dei migranti sono essenzialmente due: condizioni di vita più dignitose e permessi di soggiorno per poter stare regolarmente nel nostro Paese.

I manifestanti hanno anche chiesto di poter incontrare il Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi. Il quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” fa sapere che l’incontro potrebbe tenersi in giornata.

Noi immigrati, qui nella provincia di Foggia come nel resto di Italia e d’Europa – fa sapere il comitato “Campagne in Lotta” in una nota stampa – siamo sottoposti a continue violenze e a un pervasivo sfruttamento che riguarda ogni aspetto della nostra esistenza.

Molti di noi non hanno il permesso di soggiorno, complici tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi vent’anni e gli accordi europei sul controllo delle frontiere esterne”.

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Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

1 Comment on "Foggia, la protesta dei migranti che vogliono i permessi di soggiorno"

  1. il blocco è iniziato alle 8 del mattino ed è andato avanti fino alle 18. raccontate la verità.

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