Esame per ottenere la cittadinanza italiana. Senatori leghisti presentano un DDL

Sulle pagine Facebook di Matteo Salvini e della Lega non è raro imbattersi in molti utenti che chiedono a gran voce una sorta di “esame” da sottoporre agli stranieri per ottenere la cittadinanza italiana.

Una richiesta talmente insistente che il Carroccio ha cominciato a farla propria.

A proporla sono stati dapprima alcuni rappresentanti istituzionali dei vari comuni controllati dal partito guidato dall’attuale ministro dell’Interno, ma che in seguito ha trovato un certo consenso anche tra i leghisti che siedono in Parlamento.

Per questo non stupisce che una parte di senatori eletta nelle liste della Lega abbia presentato un disegno di legge per vincolare ulteriormente il rilascio del passaporto: una mossa che servirebbe anche ad affossare il progetto dello Ius Soli, caldeggiato a lungo dal governo Renzi prima e dal governo Gentiloni poi, salvo poi fare un passo indietro per “non regalare voti alla Lega”.

Proprio perchè lo Ius Soli sembra ormai caduto nel dimenticatoio, tanto che nè il Partito Democratico nè le altre forze che gravitano a sinistra hanno più provveduto a rilanciarlo, ecco che i senatori del Carroccio vorrebbero approfittarne per modificare la costituzione vigente e porre paletti ancora più severi: tra questi, il ddl 718 – intitolatodisposizioni concernenti l’introduzione di un esame di naturalizzazione per gli stranieri e gli apolidi che richiedono la cittadinanza” – prevede l’introduzione di un esame di lingua italiana per i richiedenti la cittadinanza.

Ma non è tutto: nelle intenzioni del Carroccio, è opportuno anche un esame di cultura generale, storia, usi e costumi locali della comunità regionale nella quale lo straniero troverà ospitalità.

La cittadinanza – si legge nel documento presentato dai leghisti – dovrebbe essere la conclusione di un processo che porta lo straniero a una perfetta integrazione con il territorio e con i cittadini e non un semplice atto amministrativo slegato totalmente dal contesto sociale”.

L’idea della Lega riprende un pò il test di naturalizzazionedella Gran Bretagna, che comprende “una prova di lingua inglese, la conoscenza del funzionamento delle istituzioni britanniche e della democrazia parlamentare, la storia del Regno Unito e lo studio dei diritti e i doveri dei cittadini”, e il sistema in vigore negli USA, dove viene richiesto allo straniero un esame di lingua inglese e la conoscenza della storia del Paese e le sue istituzioni, oltre al possesso di “buoni requisiti morali” e una fedina penale pulita.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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