DL Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale: 500 euro per regolarizzare braccianti, colf e badanti

rimesse immigrati

Il DL Rilancio e sanatoria è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed è quindi possibile prendere visione di tutte le norme che fanno parte di una delle misure più importanti contenute nel Decreto Legge.

Parliamo ovviamente della regolarizzazione dei migranti, un tema che è stato a lungo dibattuto anche all’interno della maggioranza di Governo e che va a risolvere problematiche che rischiavano di far precipitare alcuni settori economici del Paese.

L’articolo 103 “Emersione di rapporti di lavoro” chiarisce quanto emerso già nei giorni scorsi, specialmente riguardo il costo che toccherà ai datori di lavoro la regolarizzazione di ogni lavoratore, bracciante agricolo, colf o badante.

Il contributo forfettario è di 500 euro, e dovrà essere versato a seguito dell’istanza presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare.

La misura consente inoltre agli stranieri di poter richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, della durata di sei mesi, a patto che risultino presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attività di lavoro nei settori elencati: agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse; assistenza alla persona, lavoro domestico, antecedentemente al 31 ottobre 2019.

Inoltre nell’articolo, che è strutturato in 26 commi, vengono chiarite anche le motivazioni che portano al respingimento della domanda di regolarizzazione.

Ad esempio, vengono esclusi i datori di lavoro che hanno commesso reati come il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati, e l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ovvero il caporalato.

Infine, vengono esclusi i cittadini stranieri a cui è stato ratificato un provvedimento di espulsione o che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali, in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato.

Esclusi anche gli stranieri che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, o che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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