Decreto Salvini, la palla passa al Presidente Mattarella

Il primo step per il decreto Salvini è stato brillantemente superato.

In Consiglio dei Ministri, infatti, il provvedimento fortemente voluto dal ministro dell’Interno è stato approvato all’unanimità: un fatto non scontato, se consideriamo che era girata qualche voce di “malcontento” da parte di alcune aree interne al Movimento 5 Stelle, poco favorevoli ad una stretta così marcata sul tema migranti e dubbiosi anche sulla legittimità di alcune parti dello stesso decreto immigrazione.

A dare l’annuncio dell’approvazione all’unanimità da parte del CdM è stato lo stesso Matteo Salvini, che sui social (mentre il Consiglio dei Ministri era ancora in corso) ha espresso tutta la sua soddisfazione in merito: “Decreto Sicurezza, alle 12.38 il consiglio dei ministri approva all’unanimità. Sono felice”.

In seguito, il vicepremier del governo gialloverde e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare i dettagli principali del provvedimento e rispondere alle domande dei giornalisti.

A chi ha chiesto se Mattarella si fosse trovato concorde con le misure introdotte, Conte ha risposto che il testo finale è frutto anche di una mediazione avvenuta proprio con il Quirinale.

Tuttavia, ora il testo dovrà passare proprio all’esame di Sergio Mattarella, che dovrà valutarne alcuni aspetti controversi prima di poter apporre quella firma che consente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

I due decreti iniziali sono stati sintetizzati in unico decreto contenente 44 articoli, qualcuno in meno rispetto alla cinquantina previsti in una precedente bozza: fonti vicine al Viminale hanno parlato di “asciugatura tecnica”.

Come già detto nei giorni scorsi, le misure principali introdotte nel decreto Salvini riguardano lo stop alle richieste di asilo in caso di caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado (con estensione dei reati rispetto a quelli presi in considerazione fino ad oggi), modifica della normativa in materia dell’accoglienza con l’abolizione del permesso umanitario, maggiore permanenza nei centri di prima accoglienza e revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per terrorismo.

L’impianto del provvedimento ha ricevuto dure critiche da parte del Partito Democratico. Emanuele Fiano ha parlato di “propaganda e nessuna soluzione”, mentre Lia Quartapelle, responsabile Esteri del Partito democratico e capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera, ha precisato che il decreto Salvini aumenterà gli immigrati irregolari e creerà una maggiore insicurezza.

Mara Carfagna (Forza Italia) giudica positivamente il decreto, ma chiede che il governo Conte inserisca nell’agenda la sicurezza delle donne.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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