Decreto immigrazione, lunedì il provvedimento al CdM

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è convinto che stavolta il vertice informale dei capi di Stato e di Governo, che si è tenuto ieri a Salisburgo, produrrà risultati importanti per il nostro Paese e per tutta l’Europa sulla questione migranti.

Conte si è detto possibilista sul fatto che lo scambio costruttivo favorirà l’uscita da quella fase di stallo (e di reciproche incomprensioni) che si è venuta a creare negli ultimi mesi.

Per quanto riguarda invece il fronte interno, siamo ormai ai giorni decisivi: a brevissimo, in Consiglio dei Ministri, si cominceranno ad esaminare i due decreti legge fortemente voluti dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

I decreti riguardanti sicurezza e immigrazione dovevano essere già discussi oggi, ma è stato tutto rinviato a lunedì. Tuttavia, il responsabile del Viminale assicura che non c’è nessun problema e che si tratta solo di un rinvio per garantire la presenza di tutti. “

Il Cdm slitta perché fare la riunione senza premier e vicepremier mi sembrava di votarmi da solo il mio provvedimento.

Il dl è pronto”, ha precisato Salvini, che ha voluto mettere subito a tacere le voci di eventuali divisioni nella maggioranza gialloverde.

Salvini, nei giorni scorsi, si è detto certo che nessuno potrà sollevare accuse di “razzismo, fascismo o cattivismo” nei confronti del decreto immigrazione. Tuttavia, il vicepremier del governo Conte ha anche aggiunto che “tutto è migliorabile” e che se ne occuperà il Parlamento.

Anche il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha riferito alla stampa che non sono emerse particolari criticità. Rassicurazioni che non accontentano l’ONU, dato che l’Alto Commissario per i Rifugiati ha già manifestato l’intenzione di monitorare il provvedimento.

Dubbi sono stati sollevati anche dall’ANCI in merito alla grandezza dei centri d’accoglienza, ritenuta eccessiva: “Potrebbe creare disagi ai cittadini, ma attendiamo la versione definitiva”.

Il decreto immigrazione rappresenta una vera e propria stretta sul tema migranti e determinerà un approccio radicalmente differente, a cominciare dai permessi.

Matteo Salvini ha premuto affinchè venisse estesa la platea di reati che portano alla revoca del permesso ai responsabili.

Inoltre, il decreto abroga i permessi di soggiorno per motivi umanitari (che sono la gran parte di quelli concessi dalle autorità italiane), rimpiazzandoli con permessi speciali concessi solo per cure mediche in caso di gravi condizioni di salute, in casi di provenienza da Paesi colpiti da calamità naturali o in presenza di atti di valore civile.

Infine, il decreto immigrazione prevede un raddoppio del tempo di trattenimento dei migranti irregolari nei Centri per i rimpatri: si passa dai 3 mesi attuali a sei mesi.

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Roberto
Roberto
Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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