Reddito di cittadinanza agli stranieri o solo agli italiani

Reddito di cittadinanza agli stranieri ? Di Maio dice no

Dopo che il ministro Tria aveva aperto alla possibilità di dare il reddito di cittadinanza anche ai cittadini stranieri in Italia, il vice premier mette un punto

Il reddito di cittadinanza è da sempre uno dei punti di forza nel programma del MoVimento 5 Stelle e ancora di più adesso che sono al governo.

Ecco perché sarà una delle voci integranti nella prossima Legge di Bilancio che getterà le basi per il futuro economico del Paese.

Nelle ultime ore è emersa una novità che rischiava di creare nuove divisioni nella maggioranza perché secondo il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha affrontato l’argomento in Senato dopo un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia per capire a chi sarebbero state indirizzate le misure di assistenza finanziaria, verranno considerati anche gli immigrati residenti in Italia.

Una posizione però smentita immediatamente dal vice premier Luigi Di Maio: intervenuto su Radio 1 per affrontare diversi temi caldi, ha precisato che il reddito di cittadinanza sarà riservato soltanto agli italiani:

“Abbiamo corretto la proposta di legge che avevamo presentato anni fa, nel 2014.

Già nel 2016 l’abbiamo modificata e stiamo lavorando sulla platea. Ma è logico che la devi restringere ai cittadini italiani perché per l’assegnazione del reddito è chiaro che è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani”.

Un chiarimento che però non piace a parte dell’opposizione e a chi, come l’ex ministro Tiziano Treu, oggi ai vertici del Cnel, conosce bene l’argomento.

Secondo lui il diritto europeo prevede che una prestazione assistenziale come questa deve essere allargata a tutti e la Corte europea di giustizia si è già espressa più volte su forme di sostegno simili riaffermando la sua estensione anche agli stranieri che godano di permesso UE di lungo periodo.

Ma quale sarebbe la portata del provvedimento, nel caso venissero inclusi anche gli stranieri in Italia ?

Si tratta potenzialmente di quasi 1,7 milioni di famiglie che hanno mediamente condizioni di vita e lavorative più complicate rispetto a quelle italiane o comunque comunitarie.

Il rischio paventato da parte delle opposizioni quindi è quello di un esborso economico insostenibile per le casse dello Stato, aumentando anche così la disoccupazione e il lavoro nero di chi si sentirebbe comunque protetto da questa forma di sostegno.

I tempi però stringono perché la manovra finanziaria deve essere già presentata nelle prossime settimane e in quella data andrà chiarito una volta per tutte a chi è destinata questa forma di sostegno al reddito e quali sono le coperture finanziare che possono garantire quello che fa Forza Italia e altri partiti del centrodestra viene bollato soltanto come puro assistenzialismo senza nessuna reale.

Le parole del vice premier Di Maio comunque mettono un punto.

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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