Decreto immigrazione approvato in Consiglio dei Ministri. Salvini: “Mettiamo un pò di regole giuste”

Dopo qualche giorno di ritardo che aveva già fatto pensare a delle “incomprensioni” tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, il decreto sicurezza fortemente voluto da Matteo Salvini è finalmente giunto in Consiglio dei Ministri, che ha subito provveduto ad approvarlo. 

Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro dell’Interno e vicepremier del governo presieduto da Giuseppe Conte, che su Twitter ha elogiato la misura ed è tornato ad attaccare l’opposizione.

“Buona settimana amici, si parte. Finalmente oggi in consiglio dei ministri porto il decreto sicurezza, un bel passo in avanti nella lotta contro mafiosi, delinquenti e scafisti. Più da sinistra mi attaccano, più mi danno forza”, ha twittato il leader del Carroccio, che ha poi aggiunto l’hashtag #decretoSalvini .

Ieri sera, durante un comizio in Friuli in vista delle prossime elezioni regionali, il responsabile del Viminale ha illustrato nel dettaglio i contenuti del decreto sicurezza, che rappresenterà una forte stretta sull’immigrazione.

Nel confermare che il decreto avrebbe inserito “un pò di regole giuste”, Salvini ha aggiunto di aspettarsi “mal di pancia” da parte di chi si oppone al governo gialloverde, e non solo. “Già so che in alcuni ambienti cominceranno i mal di pancia – ha detto Salvini , perché andiamo a tagliare un po’ di quattrini che la gente si portava a casa con l’immigrazione clandestina”.

I punti principali dei due decreti – sicurezza pubblica e rilascio permessi di soggiorno – si riassumono nella negazione dell’asilo politico a chi commette determinati reati che prima non costituivano la revoca della misura, come ad esempio scippi, furti, aggressioni e violenze sessuali.

Inoltre, a detta di Salvini, il calo drastico dei migranti farà risparmiare molti soldi allo Stato, che verranno reimpiegati per l’assunzione di “10mila uomini e donne delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza in questo Paese”.

Nel decreto sicurezza è sottolineata anche l’importanza di intraprendere una lotta alla mafia ancora più decisa. “L’unico linguaggio che capisce questa gente – tuona Salvini dal palco friulano – è sequestrargli i beni, portargli via i quattrini, i soldi che hanno portato a casa vendendo armi e spacciando”.

Sull’arrivo del decreto in CdM è intervenuto anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, che ha ricordato come alcuni punti non siano presenti nel contratto di Governo: “Ne discuteremo in Parlamento”, la chiosa del pentastellato.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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