Danimarca, niente cittadinanza a chi rifiuta la stretta di mano

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Una nuova legge del governo di centrodestra impone ai richiedenti la cittadinanza l’obbligo di dare la mano al funzionario. Ma gli islamici e in parte anche gli ebrei non possono

In tema di immigrazione la Danimarca continua a far discutere: dopo aver deciso, ad inizio di dicembre 2018, il collocamento sull’isola di Lindholm distante più di 2 km dalla terra ferma di tutti gli immigrati irregolari presenti nel Paese (come fa già da tempo l’Australia), ora il governo guidato da Lars Lokke Rasmussen ha approvato una norma per stringere i cordoni delle pratiche di immigrazione: i richiedenti infatti prima di ottenere il certificato dovranno anche stringere la mano al funzionario pubblico che certifica il loro status.

Un gesto che per noi può sembrare banale, perché lo facciamo quotidianamente, ma che invece per la religione musulmana è assolutamente proibito, perché è vietato toccare persone dell’altro sesso (e in questo caso quindi ad essere più penalizzate potrebbero essere le donne).

Un problema che in realtà rischia di coinvolgere anche la comunità ebrea presente in Danimarca perché secondo una interpretazione dei sacri testi anche molti ebrei non possono toccare la mano di persone di sesso opposto.

La norma è stata firmata dal parlamentare Martin Henriksen che l’ha difesa dalle polemiche subito scatenatesi sottolineando come in Danimarca, ma più in generale in tutti i Paesi Occidentali, dare la mano è un segno di saluto e di cordialità e quindi rifiutarsi di farlo è come dire di non voler fare parte di quella comunità.

E il New York Times, che ha dedicato ampio spazio alla vicenda, ha ricordato come di recente anche in altre nazioni quali la Francia (che pure con l’immigrazione islamica ha un lungo rapporto) e la Svizzera ci siano stati rifiuti della cittadinanza dovuti alla mancata stretta di mano al funzionario addetto, perché considerati come mancanza di assimilazione alla vita pubblica del Paese in questione.

Il rimedio pratico potrebbe essere, come suggerito da qualcuno nelle ultime settimane, l’utilizzo dei guanti per evitare lo stretto contatto tra le mani, ma il problema di fondo resta.

Il governo Rasmussen, che guida un partito liberale però dalla forte impronta sovranista visto che il suo maggior sostenitore è il Dansk Folkeparti (dichiaratamente di centrodestra) del quale fa parte anche il già citato Henriksen, nonostante i dubbi e le critiche subito sollevate da più parti non sembra per ora voler cambiare idea anche se diversi sindaci hanno già detto che per loro è sbagliato considerare la mancata stretta di mano come un valore sociale universale visto che in realtà si tratta di una convenzione, una semplice abitudine.

Non è tutto però, perché al momento è anche allo studio una nuova legge per vietare che le donne musulmane indossino il velo nel corso delle cerimonie di consegna della cittadinanza danese. E anche in questo caso, se dovesse passare, le proteste sono assicurate.

Approfondimento : la cittadinanza danese

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Sonia
Articolista in settore immigrazione di navigata esperienza

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