Croci e Lidl, pace fatta con Dolceacqua

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Dolceacqua vince la battaglia con Lidl: le croci tornano sui manifesti

Un poster pubblicitario della nota catena di supermercati aveva fatto sparire le croci dalla chiesa di Sant’Antonio Abate. Dopo le proteste e le minacce di denunce è tutto rientrato

Un’immagine che ha fatto molto discutere fin da subito, le polemiche scatenate sul web, la minacci di adire a vie legali e poi le scuse che sembrano aver chiuso l’incidente. Ma almeno per qualche ora è stata guerra tra il Comune di Dolceacqua, uno dei più riconoscibili nell’Imperiese, e la direzione italiana di Lidl, la nota catena di supermercati low cost.

Tutto colpa di un poster appeso alle casse del punto vendita di Camporosso e nel quale comparivano la facciata e il campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate, simbolo del paesino. Peccato che nella revisione grafica Lidl molto probabilmente per non irritare i clienti non cattolici (in primis quelli musulmani della zona) sono state cancellate le due croci che sormontavano l’edificio  [approfondimento : sul concetto di halal]

Una mancanza notata subito dagli abitanti della zona e dagli amministratori locali che se ne sono lamentati pubblicamente.

Il primo ad agire è stato Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua che ha scritto ai vertici italiani della multinazionale chiedendo di mostrare il suo paese per quello che è nella realtà e non in una finzione grafica: “Se non volete le croci, piuttosto mettete il castello Doria Si tratta di una foto che rappresenta la realtà dei luoghi, non un disegno”.

A Gazzola ha fatto certamente piacere che Lidl abbia pensato proprio a Dolceacqua per quel manifesto, valorizzandola in un altro contesto ma non gli va la mistificazione della realtà, anche perché quella zona ha profonde radici cristiane: “Sulla chiesa ci sono le croci – ha continuato i Primo Cittadino – simbolo di tradizione prima che di religiosità”.

E così è partita la minaccia di una denuncia e una richiesta di risarcimento danni.

Il tempo materiale di esaminare la questione e dai vertici di Lidl Italia è arrivata una risposta conciliante. Il colosso della Grande Distribuzione ha spiegato di aver acquistato l’immagine (realizzata nel 2005) su un database fotografico e nessuno si è accorto che dalla chiesa mancavano le croci.

Nega però che si sia trattato di una pura strategia di marketing. Piuttosto una semplice svista della quale comunque si è subito scusata con gli abitanti di Dolceacqua e con i clienti. E l’immagine è stata immediatamente rimossa chiudendo la questione.

Non è però la prima volta che Lidl incorre in un errore del genere: a settembre aveva realizzato un altro poster con la chiesa di Santorini e le sue famose cupole blu.

Anche in quel caso erano sparite le croci e così la polemica è arrivata fino in Parlamento: Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, su Facebook ha lanciato l’hashtag #boicottaLidl invitando tutti i cristiani a far sentire forte la loro indignazione e non entrare più in un supermercato Lidl.

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Webmaster ed esperto in diritto immigrazione