Corea del Nord, ambasciatore chiede asilo politico all’Italia

Il regime di Pyongyang continua a perdere “pezzi”.

Stando a quanto rivelato dal quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo, che ha ripreso alcune fonti anonime diplomatiche di Seul, sembra che l’ambasciatore nordcoreano Jo Song-gil abbia chiesto asilo politico per lui e per tutta la sua famiglia all’inizio del mese di dicembre.

Sempre stando al quotidiano della Corea del Sud, l’ambasciatore – che è “reggente” in Italia – avrebbe chiesto l’asilo politico in un Paese occidentale, anche se non è stato precisato quale.

Tuttavia, è emerso che l’ambasciatore ha chiesto asilo politico proprio all’Italia, e sarebbe ora protetto dalle autorità italiane “in un luogo sicuro”.

Si tratta dell’ennesima defezione “di lusso” per il regime del leader nordcoreano Kim Jong-un. In precedenza, la stessa azione era stata messa in pratica da Thae Yong-ho, che ha abbandonato il suo incarico di vice ambasciatore a Londra nel 2016.

Jo Song-gil era diventato ambasciatore nordcoreano in Italia nell’ottobre 2017, dopo che il nostro Paese aveva deciso di espellere il suo predecessore, Mun Jong-nam, per protestare contro un test nucleare praticato dalla Corea del Nord che violava apertamente le risoluzioni ONU.

A differenza di molti altri funzionari all’estero, Jo Song-gil è giunto in Italia insieme a tutti i suoi familiari, forse perchè appartenente ad una famiglia privilegiata, come sospetta il quotidiano di Seul.

Solitamente, il regime di Kim Jong-un impedisce ai familiari di accompagnare gli ambasciatori all’estero proprio per evitare che si verifichino defezioni.

Al momento, non si conoscono i motivi della diserzione dell’ambasciatore nordcoreano. Nessuna reazione da Pyongyang.

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Roberto
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Autore esperto di immigrazione, stranieri e di tematiche relative alla cittadinanza

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